Lo avevamo già visto partire da Lecce Surbo e ora il suo viaggio verso la demolizione prosegue.
È tornato a muoversi il convoglio composto da carrozze destinate in gran parte alla radiazione, tra cui le ormai celebri – e per certi versi famigerate – carrozze Pilota UIC-Z1 di prima fornitura, accompagnate da altre vetture del gruppo ancora in livrea XMPR.
Dopo una sosta tecnica a Roma, probabilmente necessaria per modificare la composizione e sostituire alcune vetture utilizzate come massa frenata, il convoglio ha ripreso il proprio viaggio verso Savona Parco Doria, dove il materiale sarà temporaneamente accantonato prima del trasferimento finale verso San Giuseppe di Cairo, destinazione abituale per le demolizioni alla Vico.
Dopo essere stato programmato e successivamente soppresso più volte nelle ultime settimane, il treno è finalmente partito nelle prime ore dell’alba di oggi, 12 maggio.
Un convoglio che racconta epoche diverse
La composizione si presenta quasi come una fotografia della recente storia del segmento Intercity italiano. Nel medesimo trasferimento convivono infatti vetture appartenenti a livree differenti, con la presenza delle "storiche" carrozze in XMPR, delle più recenti InterCity Notte e delle unità in veste Intercity Giorno bianca con fascia rossa.
Un insieme curioso che mette simbolicamente nello stesso convoglio passato, presente e ciò che resta del recente percorso evolutivo del segmento a lunga percorrenza tradizionale.
Alla testa del trasferimento è stata impiegata la E.402B.113 in livrea Frecciabianca 2.0, questa volta in singola trazione, soluzione evidentemente resa possibile dal profilo meno impegnativo della linea rispetto al precedente invio sulla impervia Foggia - Caserta.
Le sfortunate Pilota Z1 verso il capolinea definitivo
Tra i rotabili più significativi presenti nel convoglio ci sono proprio le carrozze Pilota UIC-Z1 di prima fornitura, mezzi che hanno avuto una storia particolarmente travagliata sui binari italiani.
Nate con l’ambizione di innovare il servizio e consentire una gestione più moderna dei convogli reversibili, queste vetture non hanno mai trovato una collocazione realmente fortunata, tra impieghi limitati, modifiche, accantonamenti e una carriera ben lontana dalle aspettative iniziali.
Per molte di esse questo viaggio rappresenta ormai il capitolo finale.
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Il ricambio generazionale accelera
Il trasferimento racconta in modo plastico il ricambio generazionale in corso nel materiale rotabile italiano. Da una parte arrivano nuovi convogli elettrici, bimodali e trimodali destinati a rinnovare profondamente il servizio passeggeri, dall’altra si chiude definitivamente la parabola di mezzi che hanno segnato – nel bene e nel male – una fase della ferrovia nazionale.
Per le Pilota Z1, in particolare, sembra ormai arrivato il momento della pace definitiva dopo una carriera complicata, spesso discussa e raramente davvero protagonista. Una fine forse malinconica, ma ormai inevitabile nell’epoca del rinnovamento accelerato del parco rotabili.
Le marcature del convoglio
Per gli appassionati, ecco la composizione completa del trasferimento:
91 83 2402 113-1 I-TI
61 83 72-71 834-5 I-TI WLABm
61 83 19-90 256-4 I-TI A
61 83 28-90 024-5 I-TI BH
61 83 29-90 459-2 I-TI B
61 83 28-90 060-9 I-TI B
61 83 80-90 017-4 I-TI
61 83 29-90 134-1 I-TI B
61 83 19-90 352-1 I-TI A
61 83 29-90 463-4 I-TI B
61 83 29-90 701-7 I-TI B
61 83 80-90 026-5 I-TI Z1
61 83 80-90 012-5 I-TI Z1
61 83 59-90 130-2 I-TI Bc