Si accende il confronto sulla futura gara per i servizi Intercity. 

Le principali organizzazioni sindacali del settore ferroviario chiedono la revisione dell’impostazione prevista dal Ministero delle Infrastrutture, contestando la suddivisione in tre lotti del servizio nazionale.

La posizione dei sindacati

Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl Ferrovieri, Fast Confsal e Orsa Ferrovie hanno inviato una nota congiunta per criticare la relazione presentata dal MIT il 24 aprile 2026 relativa alla futura gara per gli Intercity.

Secondo le sigle, la scelta di suddividere il servizio in più lotti potrebbe avere conseguenze sia sul piano occupazionale sia sulla qualità complessiva del servizio.

Le organizzazioni sindacali chiedono infatti di «prevedere un bando di gara a lotto unico».

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La gara per il servizio Intercity

La procedura, prevista entro giugno, riguarderà l’affidamento dei servizi Intercity per un periodo di 15 anni.

Il Ministero delle Infrastrutture, insieme a Invitalia, ha predisposto una relazione tecnica già trasmessa all’Autorità di regolazione dei trasporti.

L’impostazione scelta punta a una maggiore apertura al mercato attraverso una suddivisione in tre lotti distinti, con l’obiettivo dichiarato di favorire concorrenza, qualità ed efficienza.

I timori sul servizio e sul lavoro

Secondo i sindacati, la frammentazione potrebbe però incidere negativamente sulla gestione del sistema Intercity.

Nella nota si parla di possibili «ricadute occupazionali e contrattuali» e di «legittime preoccupazioni delle lavoratrici e dei lavoratori per un futuro incerto».

Le sigle evidenziano inoltre il rischio di fenomeni di dumping contrattuale e chiedono che venga garantita l’applicazione del CCNL Mobilità – Attività ferroviarie lungo tutta la filiera.

In assenza di modifiche, i sindacati annunciano possibili iniziative di protesta e manifestazioni pubbliche.

Come saranno suddivisi i lotti

La proposta attuale prevede tre distinti perimetri operativi:

  • Lotto 1: collegamenti Milano–Liguria, Sicilia–Milano, Sicilia–Roma e direttrici tirreniche, con 64 collegamenti e circa 12,9 milioni di treni-km;
  • Lotto 2: direttrice Adriatica e relazioni Napoli–Puglia e Roma–Puglia, con 36 collegamenti e 8,5 milioni di treni-km;
  • Lotto 3: collegamenti Ancona–Roma e Dorsale, con 26 collegamenti e circa 4,9 milioni di treni-km.

Attesa per il parere ART

La procedura entra ora in una fase decisiva con il parere atteso da parte dell’Autorità di regolazione dei trasporti, chiamata a esprimersi sull’impianto della futura gara.