
Prende forma il progetto della nuova stazione Alta Velocità nel Lazio.
Rete Ferroviaria Italiana ha infatti concluso il Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali (DocFAP), individuando nel Frusinate l’area destinata ad accogliere la futura fermata AV sulla linea Roma–Napoli Alta Velocità/Alta Capacità.
Si tratta di un passaggio importante per un’infrastruttura di cui si discute da anni e che punta a rafforzare i collegamenti ferroviari di un vasto territorio oggi privo di accesso diretto alla rete AV.
Scelta tra tre alternative
Lo studio, sviluppato da RFI d’intesa con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nell’ambito del Protocollo firmato nel 2020 tra Regione Lazio e Gruppo FS, ha confrontato tre diverse ipotesi localizzative.
Le valutazioni hanno preso in esame mobilità, costi di realizzazione, sostenibilità ambientale e complessità tecnica.
Al termine dell’analisi, la cosiddetta soluzione progettuale 1 è risultata la migliore, classificandosi al primo posto nelle principali comparazioni tecniche ed economiche.
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Investimento da 125 milioni
L’investimento stimato per la realizzazione dell’opera è pari a circa 125 milioni di euro.
Il cronoprogramma prevede già dal 2026 l’avvio del Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica (PFTE), primo vero passo verso la concretizzazione dell’intervento.
Secondo le analisi sviluppate, la nuova fermata dovrebbe generare un incremento significativo dell’uso del trasporto ferroviario, intercettando una parte consistente degli spostamenti oggi effettuati su strada.



Un bacino da un milione di persone
La nuova stazione sarebbe al servizio di un’area molto ampia, con un bacino potenziale di oltre 110 Comuni, circa un milione di abitanti e più di 200 mila lavoratori.
L’obiettivo è migliorare l’accessibilità del territorio verso i grandi poli nazionali dell’Alta Velocità, con collegamenti più rapidi verso Roma, Napoli, Firenze, Bologna, Milano e Torino.
Per il territorio laziale meridionale significherebbe un cambio di paradigma nella mobilità ferroviaria.
Come sarà la stazione
Dal punto di vista infrastrutturale, il modello di riferimento è quello di Reggio Emilia AV Mediopadana.
La futura infrastruttura dovrebbe prevedere:
- 4 binari
- 2 marciapiedi laterali completamente coperti
- sottopasso di collegamento
- spazi dedicati ai viaggiatori e ai servizi
- ampia area di interscambio
L’idea è quella di creare non una semplice fermata ferroviaria, ma un vero nodo intermodale capace di integrare Alta Velocità, trasporto pubblico locale e mobilità territoriale.