Arriva una proroga importante per il trasporto ferroviario merci nei porti italiani. Il cosiddetto incentivo alla manovra ferroviaria, destinato a sostenere l’ultimo miglio nei terminal portuali, sarà esteso fino al 2030 grazie a un emendamento inserito nel Decreto Milleproroghe.

La misura, che avrebbe dovuto terminare nel dicembre 2026, diventa così uno strumento più stabile a supporto della competitività del ferro nei porti, in un contesto ancora segnato da criticità operative e calo dei traffici.

Un sostegno strutturale al traffico ferroviario

L’intervento è stato reso possibile dopo il via libera della Commissione europea, arrivato lo scorso gennaio, che ha autorizzato l’Italia a proseguire con il sistema di incentivi alla manovra ferroviaria nei porti.

Con l’approvazione dell’emendamento al Decreto Milleproroghe – che dovrà essere convertito in legge entro il 1° marzo – la misura viene prorogata fino al 31 dicembre 2030, dando così maggiore certezza agli operatori del settore.

Il fondo complessivo ammonta a 30 milioni di euro per l’intero periodo, con la possibilità per ciascuna Autorità di Sistema Portuale di erogare fino a 500 mila euro all’anno.

Come funziona il contributo

L’incentivo è rivolto agli operatori che effettuano i servizi di manovra ferroviaria nei porti, una fase cruciale per garantire l’efficienza dell’ultimo miglio tra rete ferroviaria e terminal portuali.

Una parte significativa del contributo dovrà però essere trasferita alle imprese ferroviarie: il 50% dell’importo ricevuto dovrà essere ribaltato sui vettori ferroviari, configurando di fatto una forma di “Ferrobonus portuale”.

L’obiettivo è ridurre i costi operativi e incentivare un maggiore utilizzo della ferrovia per il trasporto merci da e verso i porti italiani.

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Il calo dei traffici e le criticità del settore

La misura nasce anche in risposta a un contesto non semplice per il trasporto ferroviario merci. Secondo i dati RFI, tra il 2021 e il 2025 si è registrata una riduzione di circa il 5% dei treni merci nei porti.

Un calo dovuto a diversi fattori: dalle tensioni geopolitiche internazionali alla capacità limitata della rete ferroviaria, fino ai costi elevati dei servizi di manovra, che incidono sulla competitività del ferro rispetto alla gomma.

La posizione di Fermerci

Soddisfazione è stata espressa dal presidente di Fermerci, Clemente Carta: «Ringrazio tutte le forze politiche coinvolte, le nostre istanze e i nostri sforzi sono stati compresi. Siamo di fronte a un primo passo concreto di sostegno al trasporto ferroviario merci nei porti».

Lo stesso Carta ha però sottolineato come il comparto continui a vivere una fase delicata: «Occorre maggiore attenzione e sostegno al trasporto ferroviario delle merci, soprattutto in questo periodo», evidenziando il calo generalizzato registrato nel 2025.