D.341.1041 verso la fine? 

La storica locomotiva diesel costruita da OM nel 1961 potrebbe essere prossima alla demolizione, chiudendo una lunga carriera che ha attraversato oltre sei decenni di storia ferroviaria.

Una carriera iniziata nel Sud Italia

La D.341.1041 venne costruita nel 1961 da OM e consegnata ufficialmente nell’ottobre dello stesso anno alle Ferrovie dello Stato. Inizialmente assegnata al deposito di Bari, ha operato sulle linee non elettrificate di Puglia e Calabria, svolgendo servizi fondamentali in un’epoca in cui la trazione diesel era ancora protagonista su gran parte della rete, soprattutto nel meridione.

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Il passaggio a LFI e la seconda vita operativa

Terminata la carriera con le FS, nel 1989 la locomotiva è stata acquistata da LFI – La Ferroviaria Italiana, trovando una nuova collocazione operativa in Toscana. Qui è stata impiegata per trasferimenti, servizi speciali e treni merci, diventando negli anni una presenza familiare lungo le linee aretine e casentinesi.

Nel corso della sua seconda vita ha vestito inizialmente una livrea nera con telaio rosso, per poi essere trasformata nel 2005 con la celebre e variopinta livrea “Aquafresh”, che l’ha resa immediatamente riconoscibile rispetto alle altre unità ancora esistenti fuori dalla Toscana.

Tra servizi speciali e ricordi recenti

Tra gli impieghi più significativi si ricordano in tempi recenti il trasferimento dell’ETR 252 “L'Arlecchino” dalle Officine di Porrena ad Arezzo e i numerosi servizi legati ai trasporti industriali, come i treni Baraclit su Bibbiena.

Un’attività variegata che ha contribuito a mantenere viva una locomotiva già allora storica, prolungandone l’utilizzo ben oltre i canoni standard del materiale rotabile.

L’accantonamento e il futuro incerto

Con l’arrivo delle moderne locomotive 744 Effishunter 1000 di CZ Loko, l’impiego della D.341.1041 è stato progressivamente ridotto fino all’accantonamento avvenuto nell’agosto 2023.

Oggi, a oltre 65 anni dalla costruzione, la prospettiva più concreta sembra essere quella della demolizione presso il sito di San Giuliano d’Arezzo, dove negli anni hanno già trovato la fine altri mezzi storici di LFI.

Un patrimonio a rischio

La possibile scomparsa della D.341.1041 rappresenterebbe una perdita significativa, considerando che sono poche le unità della serie D.341 preservate a fini storici.

Resta aperta una speranza per la “gemella” D.341.1063, anch’essa acquisita da LFI nel 1989: su questa unità potrebbe concentrarsi un eventuale interesse conservativo, anche da parte della Fondazione FS Italiane.

Se così non fosse, si chiuderebbe definitivamente la storia di due locomotive che hanno attraversato generazioni di ferrovia, adattandosi a contesti e utilizzi profondamente diversi nel corso dei decenni.