
Se il buongiorno si giudica dal mattino, l’avvio della riapertura della linea ferroviaria della Val Pusteria tra Brunico e Fortezza non lascia molto spazio all’ottimismo.
Quelli che dovevano essere semplici disagi iniziali, liquidati come “normali problemi di rodaggio” e destinati a rientrare in fretta si sono invece protratti per tutto il fine settimana, domenica inclusa, e si sono ripresentati puntualmente anche nei giorni successivi.
Lo rende noto Il Corriere dell'Alto Adige secondo il quale per capire il clima che si respira basta dare uno sguardo ai social, in particolare a Facebook: tra commenti e segnalazioni, il malcontento dei pendolari è evidente. Molti temono l’ennesima settimana fatta di incertezze, rallentamenti e corse soppresse. Qualcuno prova a sdrammatizzare con ironia amara: «Nuova linea, vecchi problemi. Se dovete andare alle gare di biathlon delle Olimpiadi, partite adesso: forse arriverete per le ultime».
Il racconto più eloquente arriva proprio dalla rete. Una viaggiatrice ha descritto nel dettaglio il rientro verso Brunico nel pomeriggio di domenica. Partita da Fortezza alle 18.21, il treno si è fermato già a Rio Pusteria. In un primo momento l’annuncio parlava di un semplice incrocio con un altro convoglio, poi la spiegazione è cambiata: guasto tecnico sulla linea. Dopo circa mezz’ora di attesa, è stato comunicato l’arrivo delle squadre di manutenzione. Solo alle 19.31 il treno è riuscito a ripartire.
Il sollievo è durato poco. A Vandoies nuovo stop, ancora problemi tecnici, proprio mentre l’autobus sostitutivo riprendeva la marcia sulla statale. Un’altra mezz’ora ferma, poi qualche centinaio di metri e un’ulteriore sosta nei pressi di Casteldarne. Ripartenze a passo d’uomo, altre attese e, infine, l’arrivo in stazione alle 20.32: oltre due ore di viaggio per un tragitto che dovrebbe richiederne poco più di una. Un’odissea che, da sola, racconta bene la settimana “nera” vissuta dai passeggeri.
Solo sette giorni prima, però, l’atmosfera era ben diversa. Martedì 27 gennaio la linea era stata inaugurata ufficialmente con una cerimonia alla presenza del ministro dei Trasporti Matteo Salvini, che aveva parlato di un’infrastruttura capace di migliorare concretamente la vita quotidiana delle persone, sottolineando come anche pochi minuti risparmiati potessero tradursi in più tempo per la famiglia e il lavoro.
Parole che oggi, alla luce dei continui disservizi, suonano decisamente premature. La speranza dei pendolari resta una sola: che i problemi vengano risolti in fretta e che la nuova partenza della linea possa finalmente coincidere con un servizio all’altezza delle aspettative.