Si conclude con quattordici assoluzioni definitive e un ricorso in Cassazione circoscritto a due ex manager il procedimento sulla strage ferroviaria avvenuta in Puglia, nella quale persero la vita 23 persone.

La Corte d’Appello ha confermato l’assoluzione per la maggior parte degli imputati, escludendo le responsabilità ipotizzate in primo grado. Per quattordici di loro, dunque, il percorso giudiziario si chiude in via definitiva. Il pubblico ministero ha invece annunciato ricorso in Cassazione limitatamente a due ex dirigenti della società ferroviaria, ritenendo ancora da approfondire specifici profili di responsabilità.

Al centro del dibattimento resta il tema del “blocco telefonico”, il sistema di gestione della circolazione in uso su quel tratto di linea al momento dell’incidente. Secondo l’accusa, si trattava di una procedura ormai superata e potenzialmente rischiosa. «L’azienda era consapevole della pericolosità del blocco telefonico», ha sostenuto il pm, ribadendo che vi fossero conoscenze interne sui limiti di sicurezza del sistema.

Di diverso avviso i giudici di secondo grado, che hanno escluso responsabilità penali per la gran parte degli imputati, ritenendo non dimostrato il nesso causale tra le condotte contestate e il disastro. La sentenza rappresenta un passaggio cruciale in un processo complesso, segnato da perizie, consulenze tecniche e un approfondito confronto sulle procedure di sicurezza e sugli standard adottati all’epoca.

Ora la vicenda approda in Cassazione per le sole due posizioni ancora oggetto di contestazione. Per i familiari delle vittime si apre così l’ultima fase giudiziaria, che potrebbe segnare l’epilogo definitivo di una tragedia che ha inciso profondamente sul territorio e sull’opinione pubblica.

Rimane sullo sfondo il tema più ampio della sicurezza ferroviaria e dell’organizzazione aziendale: aspetti che, al di là delle responsabilità penali, continuano a sollevare interrogativi sulla gestione del rischio e sull’adeguatezza dei sistemi di controllo in uso al momento dei fatti.