L’arrivo di SNCF sull’alta velocità italiana entra in una fase decisiva: tra circa un anno e mezzo i treni a due piani francesi potrebbero debuttare sulla Milano–Roma e su altre linee AV della nostra Penisola, ma tutto dipenderà dalla soluzione del nodo manutenzione.

Slot assegnati, ma non basta

L’Antitrust ha assegnato a SNCF 18 slot sulle principali direttrici AV italiane, accogliendo gli impegni di RFI nell’ambito di un’indagine per presunto abuso di posizione dominante.

Tuttavia, a distanza di settimane, resta aperta la questione chiave: dove manutenere i treni. Senza una soluzione concreta, l’ingresso previsto per settembre 2027 potrebbe subire ulteriori ritardi.

Il nodo degli impianti

SNCF sta valutando due opzioni: utilizzare infrastrutture esistenti oppure costruire nuovi impianti. La seconda ipotesi richiederebbe tempi e investimenti significativi, rendendo la prima strada quella preferita.

Al momento, l’unico spiraglio concreto riguarda Milano Porta Garibaldi, dove RFI si è impegnata a concedere l’uso dell’impianto per cinque ore al giorno, dal venerdì al lunedì.

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Le criticità a Milano e Napoli

Restano invece aperti diversi dossier:

  • Milano Fiorenza: accesso negato da Trenord per saturazione dell’impianto
  • Milano Martesana e Napoli Gianturco: considerati centri di manutenzione pesante di Trenitalia e quindi «sottratti dall’obbligo di consentire l’accesso a terzi» stabilito dalle norme nazionali ed europee

La questione è ora al vaglio dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti, con procedimenti ancora in corso.

Concorrenza e reciprocità

Il tema si inserisce in un contesto più ampio di apertura del mercato AV europeo. Mentre SNCF cerca spazi operativi in Italia, il Gruppo FS investe in Francia, con un nuovo impianto da 80 milioni di euro previsto entro il 2029.

Una partita ancora aperta

L’ingresso di SNCF rappresenterebbe un passaggio significativo per la concorrenza sull’alta velocità italiana. Tuttavia, senza una soluzione strutturata per la manutenzione, il debutto dei treni francesi resta ancora incerto.

Fonte Milano Finanza