La Sardegna prova a ridisegnare la propria mobilità su rotaia. La Giunta regionale ha infatti approvato lo schema del nuovo Accordo Quadro con Rete Ferroviaria Italiana (RFI), lo strumento strategico che programmerà l’utilizzo dell’infrastruttura ferroviaria dell’Isola per i prossimi cinque anni, a partire da dicembre 2026.

Si tratta del binario sul quale correrà il nuovo Piano Regionale dei Trasporti, destinato a ridefinire il ruolo del treno nel sistema della mobilità sarda.

Obiettivo: +70% di corse

Il cuore dell’intesa, come spiegato dall’assessora dei Trasporti Barbara Manca, è un potenziamento senza precedenti del servizio ferroviario.

“Mettiamo le basi per attuare le strategie del Prt che prevedono un incremento del 70% dei servizi ferroviari”, ha dichiarato.

L’obiettivo della Giunta è chiaro: il treno deve smettere di rappresentare un’alternativa marginale per diventare l’asse portante della mobilità regionale, collegando i principali centri dell’Isola con frequenze e regolarità in linea con gli standard europei.

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Velocità, sicurezza e sostenibilità

L’accordo recepisce gli effetti degli interventi infrastrutturali già in corso e di quelli programmati per il futuro.

Per i passeggeri, le novità si tradurranno in una riduzione dei tempi di percorrenza tra i principali poli urbani, nel miglioramento dell’accessibilità delle stazioni e in un innalzamento complessivo dei livelli di sicurezza.

Non meno rilevante l’impatto ambientale: il potenziamento del trasporto su ferro porterà a una sensibile riduzione delle emissioni di CO₂.

Per la prima volta, inoltre, l’intesa introduce indicatori di monitoraggio particolarmente stringenti. Regione e RFI hanno definito standard minimi di qualità che saranno verificati in modo costante, con l’obiettivo di garantire ai viaggiatori stazioni efficienti e una rete sempre più affidabile.

“Stiamo lavorando per un sistema ferroviario moderno e competitivo – ha sottolineato l’assessora – capace di rispondere alle esigenze di mobilità quotidiana e di sostenere lo sviluppo economico dell’Isola”.