Si è tenuto ieri il confronto tra azienda e organizzazioni sindacali sul futuro del polo merci del Gruppo FS.
Al centro dell’incontro l’aggiornamento del Piano Strategico 2025–2029 di FS Logistix, che ridisegna assetti societari, presenza internazionale e modello operativo del comparto cargo di Gruppo FS.
Secondo quanto emerso dal comunicato congiunto delle principali sigle, la riorganizzazione rappresenta una delle trasformazioni più rilevanti degli ultimi vent’anni per il settore merci ferroviario italiano, in un contesto reso complesso dai numerosi cantieri infrastrutturali sulla rete nazionale e da una competizione europea sempre più serrata.
Il piano conferma l’impostazione già illustrata nel 2024: verticalizzazione delle attività, riduzione delle duplicazioni tra società, semplificazione degli assetti e un posizionamento sempre più orientato al mercato internazionale, mantenendo in Italia la sede delle nuove realtà societarie.
Tra gli elementi più concreti e immediati spiccano soprattutto le operazioni di espansione all’estero. Nel corso del 2025 è stato infatti acquisito il 30% del terminal nel porto di Anversa, nodo strategico per i traffici marittimi del Nord Europa, che ha già consentito di sviluppare nuovi collegamenti merci tra Duisburg e Milano, rafforzando l’asse logistico tra Germania, Belgio e Italia.

Un ulteriore tassello riguarda il mercato domestico: entro marzo dovrebbe concludersi l’acquisizione del 30% di Compagnia Ferroviaria Italiana, operazione che prevede la cessione di 10 locomotive 494. L’ingresso nella società punta ad ampliare la capacità operativa e la copertura dei servizi, consolidando la presenza nel traffico nazionale e intermodale.
Sul piano organizzativo è stata inoltre illustrata la nascita di una RoSCo interna, dedicata alla gestione del materiale rotabile e delle officine, con l’obiettivo di ottimizzare manutenzione, disponibilità dei mezzi e utilizzo delle flotte.
Il confronto con i sindacati – che hanno ribadito la tutela delle condizioni occupazionali – accompagnerà le diverse fasi della riorganizzazione, mentre il focus industriale resta chiaramente orientato alla costruzione di un sistema logistico integrato e competitivo su scala europea, capace di intercettare nuovi traffici lungo i principali corridoi merci continentali.