Un passaggio chiave per la nuova mobilità ferroviaria del Nord Italia è stato raggiunto: il Consorzio IRICAV Due, guidato dal Gruppo Webuild per conto di RFI (Gruppo FS Italiane), ha completato le opere civili e l’armamento lungo i 44,25 chilometri tra Verona e il Bivio Vicenza, tratto centrale della linea AV/AC Verona–Padova.

Un’infrastruttura strategica nel Corridoio TEN-T

L’intervento rappresenta uno snodo fondamentale del Corridoio Mediterraneo della rete europea TEN-T, destinato a rafforzare i collegamenti tra l’Italia e il resto del continente, migliorando capacità e prestazioni lungo l’asse est-ovest.

Un’opera complessa tra viadotti, gallerie e rilevati

La nuova linea si sviluppa attraverso 13 comuni tra le province di Verona e Vicenza, in un contesto territoriale complesso e densamente infrastrutturato.

La piattaforma ferroviaria comprende oltre 38 chilometri in rilevato, 12 viadotti per più di 6 chilometri complessivi, 3 gallerie e vari tratti in trincea. Parallelamente sono state realizzate 25 nuove opere viarie, tra sottopassi e percorsi ciclopedonali, per garantire la continuità della mobilità locale.

Numeri dell’armamento: oltre 50 km di binari posati

Sul fronte ferroviario sono stati posati oltre 50 chilometri di doppio binario, con l’impiego di circa 476.000 tonnellate di pietrisco, 168.000 traverse e 206 chilometri di rotaie, elementi fondamentali per garantire stabilità e sicurezza alla circolazione dei treni ad alta velocità.

Ora spazio agli impianti tecnologici

Completate le opere principali, il cantiere entra ora nella fase delle finiture e degli impianti. Sono in corso l’installazione delle barriere fonoassorbenti e dei sistemi di alimentazione elettrica, telecomunicazione e controllo della circolazione.

Queste attività saranno propedeutiche all’avvio delle prove tecniche e alla successiva messa in esercizio della linea.

Verso il completamento della Verona–Padova

L’intera linea AV/AC Verona–Padova, lunga 76,5 chilometri, consentirà di completare il collegamento ad alta velocità tra Milano e Venezia, rafforzando il ruolo dell’Italia all’interno della rete ferroviaria europea.

L’opera contribuirà a migliorare la competitività e sostenibilità del sistema dei trasporti, favorendo il trasferimento modale verso il ferro e una maggiore integrazione tra i Paesi europei.