Non è stata soltanto fede, ma un vero e proprio fiume umano quello che ha attraversato l’Umbria, ridisegnando le mappe del turismo religioso contemporaneo. L’ostensione delle spoglie mortali di San Francesco, andata in scena dal 22 febbraio al 22 marzo 2026, si è trasformata in un evento di portata globale, capace di incidere in maniera significativa anche sui numeri del trasporto ferroviario.

Secondo i dati ufficiali, sono stati oltre 62mila i passeggeri che hanno scelto i convogli del Regionale di Trenitalia (Gruppo FS) per raggiungere Assisi. Un risultato senza precedenti, che conferma come il treno sia sempre più il mezzo privilegiato per il pellegrinaggio moderno, grazie alla sua sostenibilità e alla capillarità del servizio.

I flussi dei pellegrini: Lazio in testa, ma cresce anche l’estero

Analizzando la provenienza dei viaggiatori, emerge una geografia ampia e diversificata. Il contributo principale arriva dal Lazio, da cui è partito il 50% dei pellegrini. Un dato che evidenzia l’efficacia dei collegamenti ferroviari tra Roma e l’Umbria.

Seguono gli spostamenti interni alla regione, pari al 26%, mentre la Toscana si attesta al 19%. Numeri che testimoniano un forte richiamo anche a livello interregionale.

Non manca la componente internazionale: si registra infatti una presenza significativa di turisti provenienti dall’Oriente, a dimostrazione del respiro globale dell’evento. Importante anche il dato relativo ai gruppi organizzati, con oltre 100 comitive (superiori alle dieci persone) che hanno scelto il treno per raggiungere la città serafica.

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L’effetto sui borghi umbri: numeri in crescita

L’evento non ha coinvolto soltanto Assisi, ma ha generato un effetto positivo su tutto il territorio regionale. Il pellegrino contemporaneo, infatti, tende a sfruttare la rete ferroviaria per visitare anche i centri limitrofi.

Durante i 30 giorni dell’ostensione, si registrano incrementi significativi nei principali borghi umbri:

Spello: +33%, il dato più alto grazie alla vicinanza con Assisi
Spoleto: +16%
Perugia: +12%
Foligno: +7,5%
Una crescita diffusa che conferma l’efficacia della strategia di potenziamento dei servizi ferroviari, in particolare verso Roma, avviata già nell’estate 2025 in collaborazione con la Regione Umbria.

Organizzazione e gestione dei flussi

La gestione di oltre 60mila persone in un solo mese ha richiesto un importante sforzo organizzativo. La stazione di Assisi è stata trasformata in un hub di accoglienza efficiente, con un rafforzamento dei servizi di assistenza e sicurezza.

Fondamentale l’integrazione tra Regione Umbria e Gruppo FS, che ha consentito di affrontare i picchi di domanda senza criticità. Il potenziamento dell’offerta ferroviaria, programmato con anticipo, si è rivelato determinante per il successo dell’evento.

L’ostensione di San Francesco si conferma così non solo un appuntamento spirituale di grande rilievo, ma anche un banco di prova per un modello di turismo integrato. L’Umbria rafforza il proprio ruolo di “regione dei cammini”, affiancando alla tradizione una rete ferroviaria sempre più centrale e proiettata verso le sfide future.