Trasferite in Calabria le unità 1166 e 1195: il punto aggiornato su una serie storica ormai al tramonto.

Prosegue, in modo silenzioso ma costante, il processo di dismissione delle automotrici ALn 663. Nei giorni scorsi le unità ALn 663.1166 e ALn 663.1195 sono state trasferite da Catanzaro Lido a Reggio Calabria e successivamente inoltrate verso Villa San Giovanni, con tutta probabilità destinate alla demolizione nei prossimi mesi.

Due unità a fine corsa

Le due automotrici, costruite entrambe da FIAT Ferroviaria di Savigliano rispettivamente nel 1985 (unità 1166) e nel 1984 (unità 1195), rappresentano bene la parabola di questa serie: mezzi longevi, versatili e diffusi su gran parte della rete secondaria italiana, oggi ormai prossimi al definitivo ritiro.

Il loro trasferimento interno alla Calabria rientra in quel flusso ormai consolidato che porta i rotabili fuori servizio verso i poli di raccolta e successivamente verso gli impianti di demolizione. In questo caso, probabilmente, in loco.

Il punto sul Gruppo ALn 663

La situazione attuale evidenzia con chiarezza il progressivo ridimensionamento della serie:

  • 120 unità costruite
  • 55 unità accantonate
  • 42 unità già demolite
  • 5 unità preservate nel parco storico della Fondazione FS Italiane
  • le restanti ancora in servizio

Si tratta, come sempre, di numeri non ufficiali ma elaborati sulla base di avvistamenti e segnalazioni, che tuttavia restituiscono un quadro piuttosto attendibile dell’evoluzione della flotta.

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Cosa è cambiato in dieci mesi

Rispetto alla situazione fotografata nel giugno 2025, emerge un dato chiaro: il numero di unità demolite è aumentato sensibilmente, segno di un’accelerazione nel processo di radiazione.

Parallelamente, una quota crescente di mezzi è passata dallo stato di accantonamento alla demolizione effettiva, riducendo progressivamente il “bacino” di rotabili potenzialmente recuperabili.

In altre parole, se fino a pochi mesi fa molte ALn 663 risultavano ferme in attesa di decisioni, oggi il percorso appare tracciato: la maggior parte delle unità accantonate è destinata a non tornare più in servizio, nemmeno coi treni storici.

Una fine annunciata

L’uscita di scena delle ALn 663 non sorprende, ma colpisce per la rapidità e in qualche modo la silenziosità con cui sta avvenendo. Per anni queste automotrici hanno rappresentato una colonna portante del servizio regionale su linee secondarie e non elettrificate.

Oggi, però, il loro ruolo è progressivamente sostituito da materiale più moderno, più efficiente e più accessibile, in linea con gli standard attuali del trasporto ferroviario.

Tra memoria e futuro

Con ogni nuova demolizione si chiude un altro capitolo della storia ferroviaria italiana. Le poche unità preservate garantiranno memoria e testimonianza, ma la presenza quotidiana delle ALn 663 sui binari è ormai agli sgoccioli.

Un passaggio inevitabile, che segna ancora una volta il ricambio generazionale del materiale rotabile, lasciando spazio a treni più moderni ma portando con sé un pezzo importante di storia ferroviaria.