
Due episodi in pochi giorni riaccendono il tema sicurezza: servono misure più incisive per chi lavora
Due episodi ravvicinati, due aggressioni gravi, un unico problema sempre più evidente: la violenza contro il personale ferroviario.
Negli ultimi giorni, tra un Intercity lungo la direttrice tirrenica e una stazione italiana, si sono registrati nuovi casi di aggressione ai danni di capotreno e operatori della sicurezza. Episodi che non possono più essere considerati isolati.
Intercity 510: aggressione brutale a bordo
Il primo episodio si è verificato nel pomeriggio del 24 aprile a bordo dell’Intercity 510 Torino – Salerno.
Quella che doveva essere una normale verifica dei titoli di viaggio si è trasformata rapidamente in un’aggressione. Un passeggero 31enne di origine italiana, privo di biglietto, ha reagito con insulti e minacce alla richiesta del Capotreno.
Nonostante il tentativo del ferroviere di allontanarsi per evitare l’escalation, l’uomo lo ha seguito in un’altra carrozza, colpendolo con una testata.
L’intervento delle forze dell’ordine è avvenuto alla stazione di Sestri Levante, dove i Carabinieri hanno arrestato l’aggressore. Il Capotreno è stato trasportato in ospedale in codice giallo.

Aggressione anche in stazione: coinvolta la Polfer
Un secondo episodio si è verificato negli stessi giorni, quando un 26enne gambiano è stato arrestato dalla Polizia Ferroviaria dopo aver aggredito un Capotreno e due agenti.
L’uomo, trovato senza biglietto, si era rifiutato di scendere dal treno e di fornire i documenti. Alla richiesta di identificazione ha reagito con violenza, causando lesioni sia al personale ferroviario sia agli operatori della Polfer.
L’intervento si è concluso con l’arresto del soggetto, denunciato per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e per interruzione di pubblico servizio. L’episodio ha avuto ripercussioni anche sulla circolazione, con un treno soppresso e ritardi su altri convogli.
Un problema ormai strutturale
Questi episodi non sono casi isolati. Sono il sintomo di un problema sempre più diffuso, che riguarda la sicurezza di chi lavora ogni giorno a bordo dei treni.
Il Capotreno, figura centrale per la gestione del servizio e per l’assistenza ai viaggiatori, si trova sempre più spesso esposto a situazioni di rischio, spesso legate a passeggeri senza biglietto o a comportamenti aggressivi difficili da gestire senza un adeguato supporto.
Servono misure più forti
Non basta più limitarsi a registrare i fatti. È necessario intervenire con decisione.
Servono misure più incisive per garantire la sicurezza del personale ferroviario:
- maggiore presenza di forze dell’ordine a bordo
- rafforzamento dei sistemi di controllo e prevenzione
- procedure più rapide e severe nei confronti degli aggressori
Chi lavora sui treni svolge un servizio pubblico essenziale e non può essere lasciato solo di fronte a episodi di violenza sempre più frequenti.
La sicurezza del personale non è un tema secondario, ma una condizione indispensabile per garantire un servizio ferroviario efficiente, affidabile e civile.