Dopo oltre trent'anni di progettazione e otto anni di cantieri, la nuova linea Alta Velocità/Alta Capacità Brescia Est-Verona ha finalmente visto transitare il suo primo treno.

Non si tratta ancora - ovviamente - dell'avvio del servizio commerciale, ma di un passaggio altamente simbolico che segna l'ingresso dell'infrastruttura nella fase finale di collaudo prima della messa in esercizio prevista nel 2027.

Nei giorni scorsi l'ETR 521 n.031 del Regionale di Trenitalia ha infatti percorso per la prima volta la nuova tratta, inaugurando la stagione delle corse prova che accompagneranno la linea nei prossimi mesi.

Il primo treno sulla nuova infrastruttura

Il treno ha fatto ingresso sulla nuova infrastruttura dal Bivio Lugagnano, una delle due interconnessioni che consentono il collegamento tra la linea storica e la nuova AV/AC, insieme al Bivio Mazzano situato sul lato bresciano.

Durante le prove il convoglio ha percorso l'intera tratta più volte, procedendo sul binario lato sud in completa autonomia.

Non si tratta ancora, ovviamente, di veri e propri collaudi ad alta velocità, bensì di verifiche preliminari finalizzate ad accertare il corretto funzionamento dell'infrastruttura, dell'alimentazione elettrica e degli impianti tecnologici installati lungo il percorso.

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Le prove in marcia a vista

Il treno ha viaggiato a una velocità limitata a circa 30 km/h in queste prime corse che rappresentano soltanto l'inizio di un programma di test molto più ampio che proseguirà fino alla fine dell'anno.

Nelle prossime settimane sono infatti attesi ulteriori convogli e soprattutto treni diagnostici incaricati di verificare nel dettaglio tutti i sottosistemi della nuova linea.

In arrivo i treni diagnostici

Una fase particolarmente importante sarà quella affidata ai treni diagnostici di RFI, specializzati nella misurazione dei parametri tecnici dell'infrastruttura ferroviaria.

Questi convogli analizzeranno la geometria del binario, le interazioni tra ruota e rotaia, le caratteristiche della linea di contatto, la qualità dell'alimentazione elettrica, la copertura delle telecomunicazioni e il corretto funzionamento dei sistemi di segnalamento e protezione della marcia.

L'avvistamento del primo treno in movimento sulla linea rappresenta inoltre la conferma che le opere civili, l'armamento ferroviario e gli impianti tecnologici sono sostanzialmente completati.

Un'opera strategica da oltre 3 miliardi di euro

La Brescia Est-Verona costituisce uno dei tasselli più importanti del Corridoio Mediterraneo europeo e rappresenta il naturale proseguimento della linea AV Milano-Brescia verso il Veneto.

L'opera ha un valore complessivo di circa 3,1 miliardi di euro, dei quali 2,07 miliardi finanziati attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). La realizzazione è stata coordinata da CEPAV Due per conto di Rete Ferroviaria Italiana.

La scadenza fissata dal PNRR prevedeva il completamento entro il 30 giugno 2026, un obiettivo che la nuova linea sembra aver rispettato grazie al completamento delle opere e all'avvio delle prime prove dinamiche.

45 chilometri progettati per 250 km/h

La nuova infrastruttura si sviluppa per circa 45,4 chilometri ai quali si aggiungono ulteriori 2,2 chilometri di interconnessioni con la rete esistente.

Il tracciato comprende 23,4 chilometri in rilevato, 6,5 chilometri in trincea, 10,2 chilometri di gallerie artificiali, 6,6 chilometri di gallerie naturali e circa un chilometro di viadotti.

La velocità di progetto è pari a 250 km/h, una scelta che punta a garantire elevati livelli di interoperabilità con la rete convenzionale. L'alimentazione è a 3 kV in corrente continua mentre il sistema di segnalamento adottato è l'ERTMS/ETCS Livello 2.

Con il passaggio del primo treno si apre dunque una nuova fase per uno dei progetti ferroviari più attesi del Nord Italia. Nei prossimi mesi saranno i test a certificare definitivamente l'idoneità dell'infrastruttura in vista dell'entrata in servizio commerciale prevista nel corso del 2027.

Foto RFI