
L’arrivo dei francesi sui binari dell’alta velocità italiana era già nell’aria, ma ora arriva un passaggio formale destinato ad avere effetti concreti. L’Autorità di regolazione dei trasporti (Art), con una delibera di fine dicembre, ha stabilito che Sncf ha diritto ad accedere agli impianti di servizio del nodo di Torino.
Si tratta di una decisione tecnica, ma con implicazioni rilevanti: le infrastrutture dovranno essere messe a disposizione da Rfi in condizioni eque e non discriminatorie, aprendo di fatto la strada all’ingresso dell’operatore pubblico francese nel mercato dell’alta velocità nazionale.
Perché la decisione è importante
Al centro della delibera ci sono gli impianti di manutenzione corrente, strutture indispensabili per qualsiasi impresa ferroviaria. Qui i treni vengono preparati, puliti, riforniti e mantenuti tra una corsa e l’altra.
Senza accesso a questi impianti, l’ingresso sul mercato resta di fatto impossibile. La decisione dell’Art rappresenta quindi un passaggio chiave per rendere concreta la concorrenza nel settore dell’alta velocità.
Torino al centro del progetto
Sarà proprio il nodo torinese uno dei punti di partenza dell’espansione di Sncf in Italia. La città si prepara così a diventare una base operativa per i nuovi servizi ad alta velocità.
Il gruppo francese, già presente con il collegamento internazionale tra Parigi, Torino e Milano, punta ora a rafforzare la propria presenza anche sul mercato domestico.
Il piano: nuove tratte e più collegamenti
Secondo quanto riportato, Sncf ha in programma il lancio di nuovi servizi attraverso una propria controllata, con l’obiettivo di raggiungere il 15% del mercato italiano entro il 2030.
Il piano prevede:
- 9 collegamenti giornalieri tra Torino, Milano, Roma e Napoli
- 4 collegamenti tra Torino e Venezia
- un’estensione progressiva verso il Sud Italia
Un progetto ambizioso che potrebbe modificare gli equilibri del trasporto ferroviario nazionale.

I nuovi treni TGV M
Per operare i nuovi servizi saranno utilizzati 15 treni TGV M a due piani, caratterizzati da un consumo energetico inferiore del 37% rispetto ai modelli attuali.
Si tratta di convogli di ultima generazione progettati per offrire maggiore capacità e migliori prestazioni ambientali, in linea con le strategie europee di sostenibilità.
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Cosa cambia per i passeggeri
L’ingresso di un nuovo operatore nell’alta velocità potrebbe avere effetti diretti anche per i viaggiatori:
- maggiore scelta di orari e collegamenti
- possibile concorrenza sui prezzi
- nuovi standard di servizio
Non sono ancora state definite le politiche tariffarie, ma l’esperienza di altri mercati suggerisce che l’apertura alla concorrenza può portare benefici in termini di qualità e costi.
Un accordo di lungo periodo
Sncf ha già presentato a Rfi una richiesta di accordo quadro della durata di 15 anni, segno della volontà di investire stabilmente nel mercato italiano.
Restano ancora da definire alcuni aspetti operativi, ma il percorso appare ormai tracciato.
Una sfida aperta nel mercato AV
L’ingresso del gruppo francese si inserisce in un contesto già competitivo, dove operano Trenitalia e Italo. L’arrivo di un nuovo player internazionale potrebbe rafforzare ulteriormente la concorrenza, con effetti da monitorare nei prossimi anni.
Torino, in questo scenario, si candida a diventare uno dei nodi chiave di questa nuova fase del trasporto ferroviario italiano.
Fonte La Stampa