Si arricchisce di un nuovo capitolo il caso politico-ferroviario esploso nelle ultime ore attorno alla campagna pubblicitaria di Italia Viva nelle principali stazioni italiane.

Dopo le polemiche nate per i cartelloni con lo slogan “QVANDO C’ERA LEI i treni arrivavano in ritardo”, arrivano ora accuse di censura da parte del partito di Matteo Renzi e la replica ufficiale di Grandi Stazioni Retail.

Le accuse di Italia Viva

Nella serata di ieri Italia Viva ha reso noto un duro comunicato in cui denuncia un presunto intervento sulla propria campagna pubblicitaria.

Secondo quanto riferito dal partito, Grandi Stazioni Retail avrebbe imposto una modifica dei contenuti della comunicazione.

Grandi Stazioni Retail ci impone di cambiare il contenuto della nostra comunicazione sindacando le nostre scelte. È una palese violazione della Costituzione. Tuteleremo Italia Viva in tutte le sedi”, ha fatto sapere il partito guidato da Matteo Renzi.

Parole che hanno immediatamente riacceso lo scontro politico attorno a una campagna già fortemente discussa.

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La replica di Grandi Stazioni Retail

Non si è fatta attendere la risposta della società che gestisce gli spazi commerciali e pubblicitari nelle grandi stazioni ferroviarie italiane.

In una nota ufficiale, Grandi Stazioni Retail ha precisato che non è stata bloccata l’intera campagna pubblicitaria di Italia Viva, ma esclusivamente una specifica creatività legata al tema ferroviario.

Grandi Stazioni Retail specifica che la rimozione della singola immagine relativa ai treni - e non della campagna nel suo complesso - risponde alle disposizioni che prevedono che le attività pubblicitarie in stazione non siano lesive del contesto ferroviario”.

La società ha inoltre respinto con decisione le accuse di censura.

Grandi Stazioni Retail rigetta ogni accusa di censura, precisando che la campagna continuerà a essere trasmessa per il periodo previsto”.

Il caso nato dai cartelloni nelle stazioni

La vicenda era esplosa nelle scorse ore con la comparsa, nelle stazioni di Roma e Milano, dei manifesti firmati Italia Viva per la campagna del 2x1000.

Lo slogan, chiaramente provocatorio, riprendeva in chiave polemica il celebre luogo comune attribuito all’epoca fascista secondo cui “quando c’era lui i treni arrivavano in orario”, trasformandolo in un attacco diretto all’attuale governo e alla gestione del trasporto ferroviario.

Secondo diverse ricostruzioni giornalistiche, la campagna avrebbe provocato forte irritazione ai vertici politici e ferroviari, dando vita a un caso rapidamente diventato nazionale.

Scontro politico destinato a continuare

Con questo nuovo botta e risposta, la questione si sposta ora dal piano puramente politico a quello della gestione degli spazi pubblicitari in ambito ferroviario.

Da una parte Italia Viva parla apertamente di limitazione della libertà di espressione, dall’altra Grandi Stazioni Retail richiama regolamenti interni che vieterebbero messaggi ritenuti lesivi del contesto ferroviario.

Una vicenda che, con ogni probabilità, continuerà a far discutere anche nelle prossime ore.