
Il 2026 non porterà i miglioramenti attesi per chi ogni giorno utilizza il treno nel Biellese.
A sostenerlo sono i consiglieri regionali del Partito Democratico Emanuela Verzella, Domenico Rossi e Simona Paonessa, che tornano a puntare il dito contro una situazione che, a loro giudizio, resta ferma se non in peggioramento, analogamente a quanto avviene in altri settori pubblici regionali.
I problemi non riguardano solo la direttrice Torino–Milano, già nota per ritardi e criticità, ma colpiscono in modo ancora più marcato le linee locali.
In particolare, il rafforzamento dei collegamenti diretti Biella–Torino, oggi limitati a due coppie di treni, non arriverà prima del 2027, nonostante in passato fosse stato indicato il 2026 come anno decisivo. Almeno, sottolineano i consiglieri, il servizio è stato confermato e non cancellato.
Resta invece in una fase di stallo il progetto di elettrificazione della Biella–Novara. L’intervento avrebbe dovuto approdare in Regione dopo l’estate, ma RFI non ha ancora trasmesso la documentazione necessaria, rendendo di fatto impossibile l’avvio dell’iter per il reperimento dei fondi.

Con l’ultimo cambio orario non sono state accolte nemmeno le richieste di potenziamento dei servizi nel fine settimana: il sabato e la domenica Biella continua a essere poco accessibile in treno, con lunghe attese tra una corsa e l’altra.
A pesare sulla quotidianità dei pendolari della Biella–Santhià–Novara sono inoltre i frequenti malfunzionamenti dei passaggi a livello. La Provincia di Biella ha già attivato un piano per la loro eliminazione, ma Vercelli e Novara non hanno seguito la stessa strada, lasciando irrisolti molti dei disagi.
I consiglieri Pd parlano di treni bloccati in linea, carrozze e stazioni fredde nonostante temperature miti, cancellazioni e sovraffollamento, una situazione che giudicano inaccettabile per lavoratori e studenti.
Per questo annunciano una nuova interrogazione in Consiglio regionale, chiedendo risposte concrete e interventi strutturali. La richiesta finale è chiara: più rispetto, investimenti certi e un servizio ferroviario affidabile per i pendolari piemontesi.
Fonte La Stampa