In vista del 140° anniversario della linea ferroviaria Novara–Varallo, che ricorrerà nel 2026, i Comuni interessati tornano a chiedere risposte concrete sul futuro dell’infrastruttura.

L’obiettivo principale è fare chiarezza sulla possibile riattivazione del servizio passeggeri, oggi sospeso, puntando su un rilancio che favorisca soprattutto il turismo in Valsesia e migliori i collegamenti con poli come Milano e Torino.

Attualmente la linea è utilizzata solo in modo parziale: circolano treni turistici e storici, mentre il tratto tra Novara e Romagnano Sesia è ancora attivo per il traffico merci, in particolare il raccordo al servizio di Kimberly-Clark.

Proprio questo utilizzo industriale rafforza, secondo il sindaco di Romagnano Alessandro Carini, il valore economico della ferrovia. Diverse aziende di rilievo internazionale hanno infatti manifestato interesse a continuare o ampliare l’uso del tracciato, rendendo la linea potenzialmente sostenibile anche oltre il solo ambito turistico.

Le amministrazioni locali hanno commissionato uno studio preliminare sulla riattivazione del servizio viaggiatori, con risultati giudicati incoraggianti. Nonostante l’impegno dei Comuni, che negli anni hanno avanzato proposte sugli orari e sull’integrazione dei servizi, le risposte da Regione Piemonte e Ferrovie dello Stato tardano ad arrivare. Da più parti si sottolinea la necessità di investimenti, anche attraverso il rinnovo del materiale rotabile e l’introduzione di soluzioni moderne per il trasporto integrato di passeggeri e merci.

Un altro tema critico riguarda il futuro delle stazioni e degli edifici ferroviari, oggi in gran parte inutilizzati. Senza una decisione chiara, queste strutture rischiano l’abbandono; al contrario, potrebbero essere recuperate per finalità sociali o associative. Nel frattempo, i pendolari si sono adattati ai bus sostitutivi, ma una riattivazione ferroviaria comporterebbe inevitabili costi e difficoltà organizzative, difficili da sostenere senza una scelta politica netta.

I treni turistici, pur apprezzati, hanno costi elevati e non possono reggere senza un contributo regionale. Per questo i sindaci chiedono una programmazione strutturata, capace di rendere competitivo il ferro rispetto alla gomma e di restituire attrattività a una linea penalizzata da anni di inattività.

Nel 2024 i Comuni hanno partecipato a un sondaggio regionale sulla riapertura, che rimandava a uno studio di fattibilità con esiti attesi tra il 2028 e il 2029. Per mantenere alta l’attenzione, il 24 gennaio è stata programmata una giornata dedicata alla Novara–Varallo, con celebrazioni e un convegno per riaprire il confronto sul futuro della linea con la Regione.