Completate le opere di superamento dei fenomeni carsici lungo il tracciato del secondo binario ferroviario tra Divača e Koper.

Gli interventi hanno riguardato i tunnel di Lokev (T1) e Beka (T2), oltre a un tratto della linea all’aperto tra Divača e l’imbocco della prima galleria.

Durante gli scavi è stata intercettata una serie di cavità carsiche di grandi dimensioni, tali da rendere necessaria la realizzazione di strutture speciali di attraversamento, vere e proprie “ponti sotterranei”. Si tratta di costruzioni ad arco, collocate al di sotto delle canne di galleria, invisibili durante l’esercizio ferroviario ma fondamentali per garantire la stabilità dell’infrastruttura.

Le principali opere di premostitura hanno interessato le cavità identificate come 2TDK-066 e 2TDK-080, sia nella canna principale sia in quella di servizio. Il ponte sotterraneo più lungo ha raggiunto una lunghezza di 46 metri. Tutti questi interventi sono stati realizzati all’interno di gallerie lunghe circa 6 chilometri, a oltre 100 metri di profondità. Una soluzione particolarmente complessa è stata inoltre adottata per la cavità 2TDK-076 nel tunnel di Lokev (T1).

Nel complesso, lungo il tracciato del secondo binario tra Divača e Koper, sono stati individuati sette ulteriori fenomeni carsici in galleria che hanno richiesto attraversamenti superiori ai 15 metri. Le soluzioni fino a 15 metri erano già previste nella documentazione progettuale, mentre per distanze maggiori si è reso necessario sviluppare soluzioni tecniche specifiche, non inizialmente pianificate.

Per quanto riguarda la tratta all’aperto, realizzata in trincea, è stato necessario superare una dolina mediante una soletta in calcestruzzo armato precompresso con una luce di 31 metri, posizionata sotto entrambi i binari. Nella stessa area è stato inoltre eseguito il rivestimento della scarpata di trincea per una lunghezza di circa 30 metri.

Infine, sempre sulla tratta all’aperto, sono stati effettuati interventi di consolidamento del terreno di fondazione in nove punti, dove le indagini geologiche avevano evidenziato condizioni di instabilità. In questi casi sono state impiegate piastre in calcestruzzo armato lunghe fino a 15 metri, a garanzia della sicurezza e della durabilità dell’opera.