
La Ferrovia Centrale Umbra (FCU) potrebbe diventare una linea strategica anche per i collegamenti ferroviari a lunga percorrenza, superando la sua attuale funzione prevalentemente regionale.
La Regione Umbria punta infatti a integrare l'infrastruttura nella rete ferroviaria nazionale, con l'obiettivo di consentire anche a treni provenienti dal nord della regione di raggiungere direttamente Roma attraverso un itinerario alternativo a quelli oggi utilizzati.
A illustrare questa prospettiva è stato Francesco De Rebotti, assessore regionale alle Infrastrutture, Mobilità e Trasporti, intervistato da TTV nell'ambito del dossier Binario Unico, dedicato alla mobilità ferroviaria tra Umbria e Toscana. Il progetto richiederà ulteriori interventi infrastrutturali, verifiche tecniche e accordi istituzionali, mentre prosegue il programma di ammodernamento della linea.
Ferrovia Centrale Umbra, l'ipotesi di collegamenti diretti verso Roma
De Rebotti definisce la FCU una sorta di «metropolitana dell'Umbria», sottolineando come la linea possa svolgere una duplice funzione: da una parte garantire gli spostamenti regionali con i treni Minuetto, dall'altra ospitare in futuro servizi in grado di proseguire sulla rete ferroviaria ordinaria.
«Il nostro obiettivo è avere sia i treni Minuetto che fanno la spola in Umbria, sia delle tracce di treno che partono dal nord della regione e collegano verso sud, verso Roma in maniera più veloce», ha spiegato l'assessore.
Per rendere possibile questa evoluzione sarebbe necessario adeguare l'infrastruttura, a partire dalla portata per asse, che dovrebbe passare dalle attuali 16 alle 18 tonnellate. Gli interventi potrebbero riguardare il consolidamento di ponti, viadotti e gallerie, senza richiedere una nuova interruzione della circolazione ferroviaria, secondo quanto riferito da De Rebotti.
La Regione sta inoltre portando avanti con RFI le interlocuzioni relative al trasferimento della proprietà della linea e alla sua integrazione nella rete nazionale. L'obiettivo è arrivare a un collegamento più diretto lungo la direttrice Perugia-Terni-Roma, ma la prospettiva dovrà essere accompagnata da approfondimenti tecnici, investimenti e accordi tra le istituzioni coinvolte.
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Il cronoprogramma dei lavori: prima Perugia-Città di Castello
Prima di poter guardare ai nuovi collegamenti, resta da completare il programma di ammodernamento della Ferrovia Centrale Umbra. Il piano interessa tre tratte principali: Città di Castello-Perugia, Perugia-Terni e Città di Castello-Sansepolcro, che saranno riattivate secondo una successione di interventi e autorizzazioni.
La prima tratta destinata a entrare in funzione con il nuovo modello operativo sarà quella tra Città di Castello e Perugia, sulla quale è prevista l'introduzione dell'ERTMS, il sistema europeo di gestione e controllo della circolazione ferroviaria.
Secondo il cronoprogramma illustrato da De Rebotti, nella prima parte del 2027, una volta completati gli interventi, sarà trasmessa ad ANSFISA la documentazione necessaria per richiedere l'autorizzazione. L'obiettivo indicato è attivare la nuova tecnologia nella seconda metà dello stesso anno.
Seguirà la tratta Perugia-Terni, mentre la Città di Castello-Sansepolcro sarà l'ultima a tornare in esercizio secondo il nuovo modello. Nel question time dell'8 ottobre all'Assemblea legislativa, rispondendo a un'interrogazione di Enrico Melasecche e Donatella Tesei, l'assessore ha indicato per l'asse Terni-Perugia-Città di Castello una possibile entrata in esercizio tra la fine del 2027 e l'inizio del 2028.

Città di Castello-Sansepolcro, previste nuove lavorazioni
Sulla tratta verso Sansepolcro sono già iniziati gli interventi strutturali. Il cronoprogramma trasmesso da RFI alla Regione prevede la posa del nuovo binario tra novembre 2026 e gennaio 2027, seguita da ulteriori lavorazioni sull'armamento, sulle opere civili e sugli impianti tecnologici.
Il calendario dei lavori resta anche al centro del confronto politico tra l'attuale assessore e il suo predecessore, Enrico Melasecche. Quest'ultimo aveva sostenuto che gli interventi sulla Città di Castello-Sansepolcro avrebbero dovuto iniziare un anno prima. De Rebotti ha richiamato le difficoltà amministrative affrontate dalla nuova Giunta e la necessità di rispettare le diverse fasi tecniche e autorizzative, comprese quelle relative alle obbligazioni giuridicamente vincolanti.
«Il treno deve tornare a essere un'alternativa all'auto»
Il completamento dei lavori dovrà tradursi in un servizio ferroviario più affidabile e adeguato alle esigenze quotidiane. «Il treno deve tornare a essere un'alternativa all'auto, non soltanto in Alta Umbria, ma in tutta l'Umbria. Questa è la sfida», ha dichiarato De Rebotti.
Per la linea Città di Castello-Sansepolcro, l'obiettivo è garantire collegamenti più veloci e sicuri per studenti, lavoratori e altri utenti. Più in generale, l'assessore ha richiamato la necessità di accelerare gli interventi sulla rete nazionale, compresi i raddoppi selettivi, e di affrontare le difficoltà che interessano i servizi regionali lungo la direttrice verso Roma.
«I treni regionali devono fare l'inchino ai treni dell'Alta Velocità», ha osservato, sollecitando un diverso modello di gestione delle tracce ferroviarie e un maggiore coordinamento tra Governo, Regioni, RFI e Trenitalia.

Verso Arezzo, necessario un accordo con la Toscana
Un altro tema riguarda la possibilità di prolungare la FCU oltre Sansepolcro, in direzione di Arezzo. De Rebotti considera aperta questa prospettiva, ma sottolinea che un eventuale progetto dovrà essere condiviso con la Regione Toscana e con i soggetti nazionali competenti.
«Non si ragiona da soli sui nuovi collegamenti. Si ragiona insieme alle altre Regioni, trovando una convergenza nelle reciproche convenienze», ha spiegato l'assessore.
In attesa di eventuali sviluppi ferroviari, la Regione considera importante anche rafforzare i collegamenti esistenti tra Città di Castello e Arezzo attraverso il trasporto su gomma, una direttrice utilizzata per raggiungere scuole, luoghi di lavoro e servizi sanitari.
Medioetruria, sul tavolo le ipotesi Creti e Rigutino
Nel confronto sulla mobilità tra Umbria e Toscana rientra anche la futura fermata dell'Alta Velocità Medioetruria. De Rebotti ritiene necessario arrivare alla realizzazione dell'opera, senza vincolare il sostegno umbro a una specifica localizzazione tra quelle attualmente considerate: Creti e Rigutino.
Secondo l'assessore, Creti offrirebbe tempi di accesso stradale inferiori da Perugia, mentre Rigutino presenterebbe vantaggi sul fronte dell'intermodalità grazie alla possibilità di raggiungere l'area attraverso la rete ferroviaria esistente.
«Personalmente ero e sono convinto di Creti, ma mi può convincere anche Rigutino per il discorso dell'intermodalità. L'importante è che ci sia un'opportunità in più per gli umbri», ha affermato De Rebotti, sottolineando che la fermata sarà realizzata in Toscana e che la scelta dovrà essere affrontata con la Regione interessata.

Il futuro della FCU tra investimenti e servizi per i pendolari
La trasformazione della Ferrovia Centrale Umbra si inserisce in un quadro più ampio di interventi sul trasporto pubblico regionale. Per De Rebotti, accanto alle grandi opere è fondamentale migliorare l'affidabilità dei servizi e ridurre i disagi che incidono sugli spostamenti quotidiani dei pendolari.
L'assessore chiede una maggiore integrazione tra i servizi delle diverse Regioni e un ruolo più incisivo del Governo nella programmazione ferroviaria. La prospettiva indicata per i prossimi dieci anni è quella di una rete più funzionale, capace di attrarre soprattutto le generazioni più giovani verso il trasporto pubblico.
Per la FCU, la priorità resta il completamento degli interventi e il ritorno dei treni sull'intera linea. Sullo sfondo, la possibilità di integrare l'infrastruttura nella rete nazionale e di utilizzarla per collegamenti diretti verso Roma rappresenta uno degli obiettivi più ambiziosi della strategia regionale, ancora subordinato alle verifiche tecniche e agli accordi necessari.