
Un violento boato, una colonna di fumo a fungo e poi le fiamme che hanno avvolto i carri.
È questo lo scenario che si è presentato nel pomeriggio di ieri, mercoledì 4 febbraio, quando alcuni carri di un treno merci carico di carburante sono esplosi all’interno della stazione di Kochetovka-2, nella città di Michurinsk, in Russia. La notizia è stata diffusa dall’agenzia Ukrinform.
Sui social sono rapidamente circolate diverse ipotesi sulle cause dell’esplosione: tra le più ricorrenti quella di un possibile attacco con droni. I video girati da testimoni mostrano alte lingue di fuoco e dense nubi di fumo levarsi sopra l’area ferroviaria.
Il macchinista, intervenuto nel tentativo di domare l’incendio, risulta vivo ma gravemente ustionato. Dopo i primi soccorsi è stato trasportato in ospedale in condizioni critiche.
Secondo quanto riportato dai media locali, almeno cinque carri cisterna carichi di benzina sarebbero saltati in aria, alimentando il rogo.
Le Ferrovie Russe hanno confermato l’incidente, precisando che l’evento si è verificato intorno alle 15:34 (ora locale), senza però fornire dettagli sulla dinamica.
Sul posto sono intervenute squadre dei vigili del fuoco e circa 20 unità operative del Ministero delle Emergenze della Russia, impegnate nella gestione delle operazioni di spegnimento e messa in sicurezza dell’area.
Nel frattempo il Comitato Investigativo della Russia ha annunciato l’apertura di un’inchiesta penale per presunte violazioni delle norme di sicurezza del traffico ferroviario, mentre la procura sta lavorando per chiarire le cause dell’accaduto.