La Sardegna si prepara a scrivere una pagina di storia ferroviaria mondiale. In Svizzera è stato infatti presentato il primo treno a idrogeno progettato specificamente per linee a scartamento ridotto, una soluzione che debutterà sulle reti ARST e che punta a rivoluzionare il trasporto regionale sostenibile.

Stadler e ARST hanno presentato presso il centro prove di Erlen, in Svizzera, il primo treno a idrogeno a scartamento ridotto mai realizzato al mondo. 

Il nuovo convoglio entrerà in servizio commerciale dal 2028 sulle linee gestite dall'azienda sarda, in particolare nei collegamenti Alghero Aeroporto–Mamuntanas, Sassari–Alghero e Sassari–Sorso.

Una prima mondiale che parte dalla Sardegna

Il progetto rappresenta una novità assoluta per il settore ferroviario internazionale. Sebbene la tecnologia a idrogeno sia già stata sperimentata su alcune reti ferroviarie europee, mai prima d'ora era stato sviluppato un convoglio destinato alle linee a scartamento ridotto.

La particolarità dell'infrastruttura sarda ha richiesto infatti una progettazione completamente dedicata, con veicoli caratterizzati da masse contenute e da un carico assiale particolarmente ridotto, compatibile con le caratteristiche delle linee ARST.

Secondo l'assessora regionale ai Trasporti Barbara Manca, il nuovo treno trasforma un limite infrastrutturale in un'opportunità tecnologica, confermando il ruolo pionieristico della Sardegna nel campo della mobilità sostenibile.

Come funziona il nuovo treno a idrogeno

Il sistema di trazione è basato su celle a combustibile alimentate da idrogeno e concentrate nella carrozza centrale, definita "Power Pack". Qui l'idrogeno viene convertito in energia elettrica che alimenta e ricarica le batterie di trazione del convoglio.

La soluzione consente di eliminare completamente le emissioni dirette durante l'esercizio e permette di operare anche su linee non elettrificate senza la necessità di installare una linea aerea di contatto.

Particolarmente interessante è anche il sistema di approvvigionamento energetico previsto per il progetto: l'idrogeno utilizzato sarà infatti prodotto attraverso impianti alimentati esclusivamente da energia solare, attualmente in fase di realizzazione in Sardegna.

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ARST punta così a sviluppare un modello integrato che va dalla produzione dell'energia fino all'esercizio ferroviario, con l'obiettivo di realizzare un sistema di mobilità a emissioni zero lungo l'intera filiera.

Oltre 2.100 tonnellate di CO₂ risparmiate ogni anno

I benefici ambientali annunciati sono significativi. I dieci treni ordinati da ARST consentiranno di risparmiare ogni anno oltre 2.100 tonnellate di anidride carbonica rispetto all'utilizzo di materiale diesel tradizionale.

Per dare un'idea dell'entità del risultato, Stadler ha calcolato che tale riduzione equivale a circa 450 giri completi del pianeta effettuati in automobile.

Più comfort per i viaggiatori

I nuovi convogli offriranno 381 posti a sedere e saranno caratterizzati da ambienti moderni, climatizzati e particolarmente luminosi grazie agli ampi finestrini panoramici.

Non mancheranno soluzioni dedicate all'accessibilità, con pianale ribassato per facilitare l'accesso alle persone a mobilità ridotta e un comparto biciclette più ampio rispetto ai treni attualmente in servizio.

Rispetto ai tradizionali convogli diesel, i passeggeri potranno inoltre beneficiare di una marcia più silenziosa e di minori vibrazioni, migliorando sensibilmente il comfort di viaggio.

Dieci treni per la Sardegna

L'accordo quadro firmato tra ARST e Stadler nel 2023 prevede la fornitura complessiva di dieci convogli destinati alle linee regionali e suburbane della Sardegna.

Prima dell'entrata in servizio, i nuovi treni saranno sottoposti a un articolato programma di prove e certificazioni secondo le procedure previste da ANSFISA, l'Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie e delle Infrastrutture Stradali e Autostradali.

La tecnologia sbarca anche in Calabria e Sicilia

La Sardegna sarà la prima regione a utilizzare questi convogli innovativi, ma non l'unica. Il progetto rientra infatti in una più ampia strategia nazionale di decarbonizzazione del trasporto ferroviario promossa dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Stadler sta infatti costruendo altri nove treni a idrogeno destinati alle Ferrovie della Calabria e ulteriori due unità per la Ferrovia Circumetnea in Sicilia.

Tutti i veicoli saranno realizzati presso lo stabilimento Stadler di Bussnang, in Svizzera.

Una nuova frontiera per le ferrovie italiane

La presentazione del primo treno a idrogeno a scartamento ridotto al mondo rappresenta un passaggio storico non soltanto per la Sardegna, ma per l'intero settore ferroviario europeo.

Se il progetto confermerà sul campo le aspettative attuali, le linee secondarie e regionali non elettrificate potrebbero trovare proprio nell'idrogeno una delle soluzioni più interessanti per coniugare sostenibilità ambientale, innovazione tecnologica e continuità del servizio.