Due notizie, a pochi giorni di distanza, raccontano perfettamente il momento di transizione vissuto dalla flotta Intercity olandese: da un lato la valorizzazione “creativa” di un treno iconico, dall’altro l’avvio della dismissione di parte della stessa serie.

Il “treno dei sogni” prende vita

Lo scorso 24 marzo, presso il museo ferroviario di Utrecht Maliebaan, è stato presentato un convoglio Intercity completamente pellicolato con il disegno realizzato da una bambina di 8 anni, vincitrice di un concorso nazionale promosso da NS.

Il treno, caratterizzato da una livrea vivace e popolata da figure fantasiose, è entrato regolarmente in servizio, portando sui binari olandesi un’iniziativa pensata per avvicinare i più giovani al mondo ferroviario.

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Pochi giorni dopo, la svolta: via alla vendita

A distanza di pochi giorni, il portale specializzato Mediarail ha riportato tuttavia l’avvio della vendita pubblica di almeno 15 elettrotreni della serie ICM, la stessa tipologia utilizzata per il convoglio “decorato”.

Si tratta dei noti “Koploper”, introdotti tra gli anni ’80 e ’90 e destinati progressivamente al ritiro con l’arrivo di materiale più moderno.

Una serie iconica verso il tramonto

Costruiti da Talbot e successivamente ammodernati, gli ICM si distinguono per la caratteristica cabina rialzata e per la storica possibilità di intercomunicazione tra convogli, oggi non più in uso.

Le unità, omologate per la rete olandese a 1500 V e con velocità massima di 160 km/h, rappresentano ancora oggi un materiale tecnicamente valido, ma ormai prossimo alla sostituzione.

Tra valorizzazione e dismissione

Il contrasto tra le due notizie è evidente: da un lato un treno reso simbolo di creatività e promozione del viaggio ferroviario, dall’altro l’avvio della dismissione della stessa famiglia di rotabili.

Un passaggio che racconta bene la fase attuale del sistema ferroviario nederlandese, diviso tra il desiderio di valorizzare il proprio patrimonio e la necessità di rinnovare la flotta.

Resta ora da capire quale sarà il futuro di queste unità: tra possibili riutilizzi, mercato secondario o demolizione, i “Koploper” si avviano verso l’ultima fase della loro lunga carriera.

Foto NS e Lorenzo Pallotta