
Si è svolto nella giornata dell’11 febbraio un incontro tra Trenitalia e le organizzazioni sindacali dedicato al tema della manutenzione dei rotabili, con un approfondimento sul modello organizzativo e sui fabbisogni del settore.
Il confronto è proseguito entrando maggiormente nel dettaglio rispetto alle precedenti riunioni.
Nel corso dell’incontro, l’azienda ha illustrato un piano di investimenti sugli impianti industriali pari a 1,7 miliardi di euro entro il 2035, fornendo inoltre una prima esposizione – definita non esaustiva – delle attività previste nel triennio 2026-2028 per le officine afferenti a Alta Velocità, Regionale e Intercity.
Trenitalia ha evidenziato la necessità di rivedere alcune impostazioni organizzative, in particolare per quanto riguarda i turni di lavoro, con interventi differenziati a seconda delle singole officine. L’obiettivo dichiarato è quello di recuperare una perdita di produzione legata a un contesto in evoluzione, caratterizzato dall’introduzione di nuovi mezzi gestiti in logica full service, dalla dismissione di parte del materiale rotabile più obsoleto e dalla conseguente riduzione del fabbisogno manutentivo dei nuovi treni.
Nel quadro delineato, la società ha indicato l’intenzione di stabilizzare le attività manutentive interne, compensando la riduzione di volumi attraverso processi di internalizzazione e una diminuzione dei tempi di lavorazione, prevedendo anche inserimenti mirati di personale laddove necessario. Sono state inoltre anticipate possibili variazioni organizzative in alcuni territori, in particolare nell’ambito del trasporto regionale.
Per quanto riguarda Intercity, è stata sottolineata l’esigenza di rafforzare le sinergie tra alcuni impianti, con riferimento specifico ai poli di Martesana e Greco a Milano, nonché tra San Lorenzo e Prenestina a Roma.

Nel corso della riunione, l’azienda ha inoltre manifestato apertura verso un percorso di valorizzazione di alcune figure professionali specializzate, annunciando l’avvio di una sperimentazione di una control room diagnostica e l’introduzione di una linea dedicata alla qualità della manutenzione.
Le organizzazioni sindacali hanno evidenziato la necessità di un approccio complessivo al tema dei fabbisogni, sottolineando l’importanza di garantire continuità operativa, livelli occupazionali adeguati, tutela del know-how e delle competenze tecniche, sostenibilità dei carichi di lavoro e adeguati presidi per il controllo delle attività svolte in regime di full service.
È stata inoltre richiesta una presentazione completa e dettagliata dei dati industriali, comprensiva degli investimenti previsti per singola officina, delle consistenze attuali e future del personale e della ripartizione tra attività interne ed esterne.
Nel corso del confronto è stata ribadita la contrarietà a eventuali ipotesi di riduzione del reticolo manutentivo, inclusa la dismissione di impianti, con particolare riferimento all’OMCL di Rimini, ritenuta strategica. È stato sottolineato il rischio di dispersione di competenze professionali consolidate nel tempo e di ricadute occupazionali.
Le organizzazioni sindacali hanno infine sollecitato l’avvio di un tavolo di trattativa nazionale, ritenuto necessario per affrontare in modo strutturato le scelte industriali e organizzative del settore, con particolare attenzione alle ricadute sui territori.
Il confronto è stato aggiornato a una successiva riunione, nel corso della quale sono attesi ulteriori chiarimenti e risposte alle richieste avanzate.