Non sono stati soltanto i passeggeri a manifestare malumore e preoccupazione per il pesante guasto che ieri ha paralizzato per diverse ore la linea Alta Velocità Milano-Bologna.

La vicenda ha infatti provocato anche la dura reazione del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, che avrebbe espresso forte irritazione nei confronti dei vertici ferroviari dopo una giornata caratterizzata da cancellazioni, ritardi fino a oltre due ore e migliaia di viaggiatori coinvolti.

Il problema si è verificato nella mattinata di ieri e ha interessato uno dei nodi più importanti dell'intera rete ferroviaria nazionale, provocando conseguenze che si sono rapidamente propagate lungo tutta la dorsale dell'Alta Velocità italiana.

Sei ore di stop sulla Milano-Bologna

Tutto è iniziato intorno alle 10:20, quando la circolazione ferroviaria è stata interrotta tra Melegnano e Piacenza a causa di un guasto tecnico alla linea elettrica.

La sospensione del traffico è durata circa sei ore e ha costretto i tecnici a intervenire per individuare e risolvere il problema. Nel frattempo numerosi treni Alta Velocità sono stati instradati sulla linea convenzionale per consentire la prosecuzione del servizio, seppur con forti limitazioni.

Le conseguenze sono state immediate: Frecciarossa, Intercity e treni regionali hanno accumulato ritardi consistenti, mentre diversi collegamenti sono stati cancellati.

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Treni bloccati e ritardi oltre le due ore

Tra le situazioni più difficili segnalate nel corso della giornata vi è stata quella di due convogli rimasti fermi per lungo tempo senza alimentazione elettrica e senza aria condizionata, sotto temperature particolarmente elevate.

Molti passeggeri hanno dovuto affrontare lunghe attese a bordo dei treni o nelle stazioni, mentre diversi collegamenti hanno registrato ritardi superiori alle due ore.

Solo dopo le 16 i tecnici sono riusciti a riattivare uno dei due binari della tratta interessata dal guasto, consentendo una graduale ripresa della circolazione. Anche nel tardo pomeriggio, tuttavia, il traffico ferroviario risultava ancora rallentato e lontano dalla piena regolarità.

Salvini chiede spiegazioni a Ferrovie dello Stato

La gravità dei disagi ha provocato la reazione del ministro Matteo Salvini.

Secondo quanto riferito da fonti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il vicepremier sarebbe apparso particolarmente irritato per quanto accaduto sulla rete ferroviaria nazionale.

Salvini avrebbe chiesto ai vertici di Trenitalia e del Gruppo FS una relazione dettagliata sull'accaduto, pretendendo chiarimenti sulle cause del guasto e sui tempi necessari per eliminare eventuali criticità residue.

Il ministro avrebbe inoltre richiesto aggiornamenti costanti sull'evoluzione della situazione e verifiche puntuali sull'efficienza del servizio ferroviario in vista dell'estate, periodo durante il quale sono programmati numerosi cantieri infrastrutturali che comporteranno modifiche alla circolazione e tempi di viaggio più lunghi.

Il confronto durante l'incontro con l'Arabia Saudita

La questione sarebbe stata affrontata direttamente anche nel corso di un incontro istituzionale svoltosi ieri pomeriggio presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

In occasione della firma di un accordo ferroviario con l'Arabia Saudita, alla presenza dei rappresentanti del Gruppo FS, Salvini avrebbe manifestato personalmente il proprio disappunto per quanto accaduto sulla rete ferroviaria italiana nel corso della giornata.

Un segnale che conferma come il tema dell'affidabilità del servizio ferroviario sia destinato a restare al centro dell'attenzione politica, soprattutto in un'estate che si preannuncia particolarmente intensa sul fronte dei lavori infrastrutturali.

Le polemiche politiche

Nel frattempo non sono mancate le reazioni delle opposizioni.

Il Partito Democratico ha puntato il dito contro i continui disagi registrati sulla rete ferroviaria, parlando di record negativi in termini di ritardi e disservizi.

La giornata di ieri ha così riacceso il dibattito sulle condizioni della rete e sulla capacità del sistema ferroviario di garantire livelli adeguati di affidabilità in una fase caratterizzata da investimenti senza precedenti e da un numero elevato di cantieri aperti lungo le principali direttrici nazionali.