Il confronto politico resta aspro, questa volta concentrato sul nodo della sicurezza.

A pochi giorni dall’uccisione del capotreno Alessandro Ambrosio nei pressi della Stazione Centrale di Bologna, la questione criminalità nell’area della stazione riaccende lo scontro tra giunta comunale, Partito democratico e Fratelli d’Italia.

Il punto di vista del Sindaco

A sollecitare direttamente l’esecutivo nazionale è stato il sindaco Matteo Lepore.

Secondo il primo cittadino, spetta allo Stato portare a termine un piano strutturale di messa in sicurezza della principale stazione del Paese.

Lepore ha ricordato l’esistenza di un progetto per la copertura dell’area ferroviaria, invitando a passare dalle parole ai fatti e a completare gli investimenti, indicando nel Ministero dei Trasporti e in Rfi i referenti naturali.

Ha inoltre osservato come, anche con un incremento degli organici, la Polfer faticherebbe a controllare uno spazio così vasto, caratterizzato da edifici inutilizzati e zone prive di sorveglianza, come il parcheggio dove è avvenuto l’omicidio.

Pur definendo la stazione un luogo già sottoposto a un controllo capillare, con migliaia di telecamere, Lepore ha espresso apertura verso i tornelli, pur ritenendoli insufficienti a risolvere il problema. Da qui l’appello a superare le contrapposizioni di parte e a costruire un piano nazionale dedicato alla tutela delle stazioni.

Il Cardinale Zuppi

Sulla vicenda è intervenuto anche il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei. Zuppi ha definito la sicurezza una sfida permanente, invitando però a guardare anche ai dati, che indicherebbero una diminuzione degli omicidi.

Diversa, ha aggiunto, è la percezione diffusa di insicurezza, cresciuta nel tempo e quindi da affrontare con attenzione. Ancora più complesso, secondo il cardinale, è il tema dell’accoglienza, che richiede risorse adeguate e un sostegno concreto agli enti locali. Nel frattempo, a pochi passi dalla stazione, in piazza XX Settembre, Fratelli d’Italia ha organizzato un presidio con i vertici del partito.

La replica di Bignami

A replicare alle parole del sindaco è stato Galeazzo Bignami, capogruppo alla Camera, che ha accusato il Comune di mancanza di collaborazione.

Secondo Bignami, l’amministrazione dovrebbe autorizzare l’apertura di un Cpr, favorire pattuglie miste e rafforzare i controlli con il supporto dell’esercito, lasciando alla Polizia Locale il contrasto all’antibivacco e alle violazioni amministrative. Il rifiuto del Comune, a suo dire, sarebbe legato alle pressioni dei centri sociali.

L’esponente di FdI ha poi elencato numerose aree cittadine, dalla zona della stazione a diversi quartieri limitrofi, descritte come in stato di degrado, attribuendo la responsabilità a una gestione dell’accoglienza giudicata indiscriminata e finalizzata più al sostegno di alcune organizzazioni che alla tutela dei residenti.

I tornelli

Sul fronte stazione resta aperto anche il dibattito sui tornelli agli accessi. Dopo il Comune, anche la Regione manifesta perplessità.

La vicepresidente Irene Priolo ha ricordato che l’ipotesi è sul tavolo da anni, ma presenta difficoltà oggettive, poiché Bologna non è una stazione di testa come Milano o Roma, bensì un punto di attraversamento quotidiano per migliaia di cittadini.

La presenza di numerosi accessi ai binari renderebbe complessa qualsiasi installazione, senza eliminare del tutto le criticità.

Netta la risposta di Fratelli d’Italia: per la capogruppo regionale Marta Evangelisti, i tornelli rappresentano una parte della soluzione e liquidarli come inutili equivarrebbe a evitare il vero problema della sicurezza.