Il Golden Eagle Danube Express è tornato a percorrere l’itinerario del “Balkan Explorer”, un viaggio che in questi giorni porta i passeggeri da Venezia fino a Istanbul.

Non si tratta di un semplice collegamento ferroviario, ma di un’esperienza di lusso che unisce il fascino dei treni internazionali d’altri tempi al comfort moderno di un albergo a cinque stelle su rotaie. Le carrozze restaurate offrono cabine eleganti con bagno privato, un ristorante gourmet e un lounge bar che diventa il cuore sociale del convoglio.

Il percorso si snoda in dodici giorni attraverso otto Paesi, partendo dal panorama lagunare veneziano e passando per Trieste, con la sua scenografica Piazza Unità, prima di addentrarsi nei Balcani.

I paesaggi cambiano a ogni tratta: le grotte carsiche della Slovenia, la vitalità di Sarajevo e il suo Museo del Tunnel, la vibrante Belgrado, i centri storici di Sofia e Plovdiv, fino alla suggestione di Istanbul, dove il viaggio si conclude con due notti dedicate alla scoperta della Moschea Blu, di Santa Sofia e del Gran Bazar.

Un viaggio del genere ha anche un prezzo all’altezza delle sue ambizioni.

Nel 2025 una cabina Deluxe costa circa 17.600 euro a persona, mentre la Superior Deluxe arriva a oltre 22.000 euro; chi viaggia da solo può spendere fino a quasi 38.000 euro per l’intero pacchetto.

Si tratta però di una cifra che include praticamente tutto: pasti e bevande, escursioni guidate, trasferimenti e persino le mance, in modo che i passeggeri possano vivere l’esperienza senza preoccuparsi di alcun dettaglio organizzativo.

Oltre al lusso e al comfort, il “Balkan Explorer” ha un significato più profondo.

Riporta in vita l’idea del grande viaggio ferroviario internazionale, quello che un tempo univa città e popoli attraverso lunghe distanze, senza la fretta degli spostamenti moderni.

Visto dal finestrino, il paesaggio diventa narrazione, un racconto continuo che accompagna i passeggeri tra culture diverse e orizzonti mutevoli.

Foto e video di Marco Bertuola

È questo il vero fascino del convoglio: dimostrare che il treno, anche sulle tratte che il trasporto ordinario ha progressivamente abbandonato, resta ancora oggi un filo capace di unire l’Europa.