
A distanza di appena due giorni dalla grave tragedia ferroviaria avvenuta in Andalusia, la Spagna è stata nuovamente colpita da un drammatico incidente sui binari.
In Catalogna ieri sera, un treno della linea R4 del servizio regionale Rodalies è deragliato a seguito del crollo di un muro di contenimento, ceduto sotto la pressione delle piogge eccezionalmente intense. Il bilancio è pesantissimo: il macchinista ha perso la vita e almeno 37 passeggeri sono rimasti feriti, quattro dei quali in condizioni critiche. L’incidente si è verificato martedì sera nel tratto compreso tra Sant Sadurní d’Anoia e Gelida.
Le prime ricostruzioni investigative indicano che il cedimento strutturale sarebbe stato causato dalle piogge torrenziali che da giorni interessano l’area, sotto l’influenza della burrasca “Harry”, la stessa che aveva già portato all’attivazione dell’allerta rossa per rischio di inondazioni. Nelle stesse ore, sempre in Catalogna, un secondo deragliamento provocato dalla caduta di massi sui binari ha ulteriormente aggravato la situazione, paralizzando la circolazione ferroviaria, fortunatamente senza causare ulteriori vittime.
Nel corso della giornata era stata confermata l’allerta rossa di massimo livello su gran parte della regione. A seguito degli eventi, il servizio ferroviario delle linee R1 e R4 è stato sospeso. Il sistema Rodalies è attualmente gestito da Renfe, sotto la supervisione del gestore infrastrutturale Adif, anche se è in corso il processo di trasferimento delle competenze a una società mista tra governo catalano e Stato centrale.

Questi nuovi episodi si intrecciano con il dolore ancora vivo di Adamuz, dove proseguono le operazioni di recupero dopo il disastro di domenica scorsa che ha causato almeno 42 vittime. In occasione della visita dei Re Felipe VI e Letizia, ai media è stato consentito per la prima volta l’accesso all’area dell’incidente.
Lo scenario che si presenta è devastante: tra i vagoni dilaniati del treno Iryo, i resti dei bagagli e le lamiere contorte, le unità cinofile della Guardia Civil continuano a perlustrare l’area alla ricerca di eventuali resti umani. Il numero delle vittime accertate è salito proprio nelle ultime ore, ma il bilancio resta purtroppo provvisorio, poiché si teme la presenza di altri corpi all’interno del convoglio Alvia precipitato nella scarpata.
Sul fronte giudiziario, il ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska ha confermato che tutte le ipotesi restano aperte. Parallelamente, i medici legali stanno lavorando senza sosta sulle analisi del DNA per fornire risposte alle famiglie riunite al centro civico Ponente Sur di Cordova.
L’attenzione degli inquirenti si sta però concentrando sempre più sulle condizioni infrastrutturali, dopo il ritrovamento di un giunto danneggiato in corrispondenza di uno scambio ad Adamuz. La commissione d’inchiesta sta valutando l’interazione tra rotaie e veicoli per stabilire cosa abbia ceduto per primo, mentre a livello nazionale esplodono le polemiche sulla sicurezza della rete.
Sotto osservazione finisce in particolare la linea ad alta velocità Madrid–Siviglia, che nonostante i recenti interventi di rinnovo aveva già evidenziato criticità segnalate dagli esperti. Il dubbio ora si estende all’intero sistema ferroviario spagnolo, a lungo considerato un’eccellenza tecnologica. Il timore di nuovi cedimenti ha spinto Adif a imporre un drastico dimezzamento delle velocità su diverse tratte, inclusa la Madrid–Barcellona, recependo le preoccupazioni espresse da tempo dai sindacati sulla necessità di una manutenzione più rigorosa e continua.