
Una recente campagna promozionale delle ferrovie punta a richiamare con enfasi l’orgoglio e l’emozione dell’essere italiani. Tuttavia, quando si passa dalla comunicazione alla realtà quotidiana delle stazioni e dei servizi, l’esperienza di molti utenti appare ben diversa, oscillando tra disagio e insoddisfazione.
A evidenziarlo è La Vita del Popolo, in un servizio firmato da Giorgio Boem, che analizza le criticità legate ai cantieri ferroviari di Treviso e San Donà di Piave, due snodi centrali per il territorio. Entrambe le stazioni sono interessate da interventi di riqualificazione avviati da anni e accompagnati da ritardi rispetto ai cronoprogrammi iniziali, con inevitabili ripercussioni su viaggiatori e residenti.
Per quanto riguarda Treviso, il progetto di rinnovamento dello scalo, partito nel giugno 2020, avrebbe dovuto concludersi inizialmente entro un anno e mezzo. Le scadenze, però, sono state progressivamente rinviate: prima al 2025, poi in vista delle Olimpiadi invernali, mentre oggi appare evidente che la fine dei lavori slitterà oltre l’evento.
Dopo il rifacimento del sottopasso, concluso tra polemiche, il gruppo Ferrovie dello Stato Italiane ha fornito a La Vita del Popolo il seguente aggiornamento:
“Entro l’inizio delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026, oltre a quanto già eseguito, si prevede di completare i bagni di stazione; le pavimentazioni di piazza e strada di fronte alla stazione, l’atrio per collegamento diretto al primo marciapiede e al sottopasso ferroviario e il sottopasso urbano con alcune limitazioni lato Sile (dovute a sopraggiunte interferenze idrauliche non previste)”.

In città l’attenzione resta alta, poiché l’intervento viene considerato “un’opera strategica” e “un biglietto da visita” sia per Treviso sia per il Paese, soprattutto in vista dell’afflusso legato ai Giochi. Il sindaco Mario Conte ha inoltre espresso pubblicamente rammarico per la gestione del cantiere, ventilando la possibilità di azioni legali a lavori conclusi.
Situazione ancora incerta anche a San Donà di Piave, dove il nuovo impianto ferroviario è in costruzione da circa tre anni. Secondo quanto riferito da fonti del Gruppo FS al giornale, “sono in corso le interlocuzioni con gli enti competenti, per definire la data di attivazione della nuova stazione”. I lavori sarebbero in linea con le tempistiche previste, ma non è stata indicata alcuna data di apertura.
Sul piano dei servizi, il progetto prevede “un sottopasso pienamente accessibile, ascensori su ogni banchina per garantire accesso agevole alle persone con disabilità, un’area verde esterna e un nuovo piazzale pedonale, pensiline su ogni banchina e un nuovo fabbricato viaggiatori, che accoglierà i principali servizi all’utenza”.
Restano però interrogativi sulla gestione futura: non è chiaro se lo scalo sarà presenziato stabilmente dal personale, aspetto che potrebbe incidere sulla sicurezza. Inoltre, secondo alcune ipotesi raccolte dalla testata, la stazione potrebbe entrare in funzione senza pensiline, lasciando i viaggiatori esposti alle intemperie. Una prospettiva problematica per uno scalo destinato a servire un bacino superiore ai 100 mila abitanti, comprese aree di forte richiamo turistico e commerciale.
Alla domanda su eventuali potenziamenti dell’offerta ferroviaria, FS ha risposto in modo netto: “Da e per la nuova stazione di San Donà di Piave, al momento, non sono previsti collegamenti ulteriori rispetto a quelli attuali”.

Non sono previsti nemmeno collegamenti diretti con l’Aeroporto Marco Polo tramite la nuova bretella. Come spiegato alla redazione: “In relazione al modello di esercizio lo stesso è stato definito con Regione Veneto, in qualità di committente del servizio, nell’ambito dell’Accordo quadro per il trasporto pubblico locale, prevedendo due collegamenti orari con il nodo di Venezia. Il Veneto Orientale, quindi, sarà raggiungibile fruendo dei servizi passanti per l’hub di Mestre o delle stazioni limitrofe”.
Di fatto, per raggiungere l’aeroporto sarà necessario transitare da Mestre e cambiare convoglio.
Infine, sulla linea Venezia–Trieste, utilizzata quotidianamente dai pendolari, continuano a registrarsi ritardi e disservizi. Anche in questo caso il Gruppo FS ha fornito una spiegazione: “La puntualità dei treni sulla linea risente ancora della presenza dei cantieri in corso, oltre che di eventuali imprevisti che possono verificarsi nella gestione quotidiana della circolazione. Gli interventi di potenziamento tecnologico e infrastrutturale sulla Mestre–Trieste sono tuttora in avanzamento e proseguiranno per tutto il 2026. Le interruzioni programmate di 30 ore, svolte durante l’orario di servizio 2024–2025, regolarmente condivise con i vari Enti coinvolti, sono state necessarie per l’avanzamento di tali lavorazioni e interventi di manutenzione straordinaria”.
Il quadro che emerge, come evidenziato dal servizio de La Vita del Popolo, restituisce dunque una fase di transizione ancora lunga e complessa, con opere strategiche in corso ma tempi incerti e benefici che tardano a concretizzarsi per l’utenza quotidiana.