Oggi è impossibile pensare a una E.656 senza associarla immediatamente al suo celebre soprannome, Caimano.

Eppure, cinquant’anni fa, quando le Ferrovie dello Stato decisero di scegliere un nome per la nuova locomotiva, quella parola era tutt’altro che la favorita dai lettori.

Il curioso retroscena emerge dal racconto pubblicato all’epoca del concorso su Voci della RotaiaCaimano aveva raccolto appena 16 voti.

Molti altri nomi erano stati proposti e alcuni avevano ottenuto un numero di preferenze decisamente superiore. La scelta finale, però, non spettava al pubblico. E proprio questa particolarità trasformò quello che era stato uno dei nomi minoritari nel soprannome destinato a diventare uno dei più celebri della storia ferroviaria italiana.

Il nome più votato non avrebbe comunque vinto

Il primo elemento da chiarire è fondamentale: il concorso non prevedeva che la E.656 assumesse automaticamente il nome più votato.

Il regolamento stabiliva infatti che sarebbe stata una commissione appositamente costituita a scegliere il nome ritenuto più idoneo alle caratteristiche della locomotiva. Le preferenze dei lettori rappresentavano quindi un'indicazione, ma non una graduatoria vincolante.

La partecipazione al concorso fu comunque imponente. Alla redazione arrivarono circa sette chilogrammi di lettere, spesso accompagnate non soltanto dalla proposta del nome, ma anche da spiegazioni, motivazioni e persino bozzetti di come avrebbe potuto essere rappresentato graficamente sulla fiancata della E.656.

Un sottocomitato ebbe il compito di effettuare una prima selezione, mentre la decisione definitiva sarebbe spettata alla commissione presieduta dal Direttore Generale.

Sandokan e Squalo battevano il Caimano

Ed è proprio qui che la storia diventa curiosa.

Il nome Caimano ricevette soltanto 16 voti. Numeri ben lontani da quelli ottenuti da alcune delle proposte che oggi appaiono decisamente più sorprendenti.

Il nome più votato tra quelli citati nel resoconto fu Squalo, con 116 preferenze, ma anche questa proposta venne accantonata. Ancora più curioso è il caso di Sandokan, indicato da ben 109 lettori.

Nel 1976, del resto, Sandokan era un personaggio di straordinaria attualità. Lo sceneggiato televisivo diretto da Sergio Sollima e interpretato da Kabir Bedi era andato in onda sulla Rai proprio quell'anno, conquistando un pubblico enorme.

La proposta sembrava quindi avere anche una forte componente legata alla cultura popolare del momento. L'idea di vedere una E.656 con il volto di Kabir Bedi, il kriss e la scimitarra sulle fiancate era però probabilmente troppo audace persino per gli anni Settanta.

Pegaso, Primula e gli altri nomi curiosi

Alle spalle di Squalo e Sandokan comparivano altre proposte che avevano ottenuto più consensi del futuro Caimano.

Pegaso raccolse 22 voti, mentre Primula arrivò a 19. La futura E.656 avrebbe quindi potuto portare uno di questi nomi se la scelta fosse stata affidata semplicemente alle preferenze dei lettori.

Ancora più curioso è l'elenco delle proposte meno comprensibili a distanza di mezzo secolo: Alifer 2000, Guendalina, Erika, Susy e Valentina, quest'ultima con 8 voti.

Non mancavano nemmeno nomi apparentemente più coerenti con l'idea di forza e velocità, come Rondine, Talpa, Scoiattolo e Speedy Gonzales. In alcuni casi i partecipanti avevano anche provato a costruire una vera e propria identità grafica attorno al nome proposto.

Perché furono scartate Pantera e Tigre

Tra le proposte più interessanti c'erano anche Pantera e Tigre, che ottennero un numero di voti più o meno analogo e che furono però eliminate per motivazioni particolari.

Pantera venne scartata per il possibile richiamo agli omonimi mezzi delle forze dell'ordine. Tigre, invece, fu considerata inopportuna per il collegamento con una pubblicità di carburante che aveva avuto grande popolarità negli anni Sessanta.

La storia ferroviaria avrebbe però riservato una curiosa rivincita proprio a quel nome.

Negli anni Ottanta, infatti, Tigre sarebbe diventato il soprannome delle E.632 ed E.633 e, successivamente, anche delle E.652. Quello che nel 1976 era stato considerato poco adatto alla nuova E.656 finì quindi per entrare comunque nel vocabolario dei soprannomi delle locomotive FS.

Il Caimano nasce durante un viaggio sulla Roma-Orte

La svolta arrivò quando il sottocomitato decise di smettere di studiare fotografie e schede tecniche e di andare a vedere direttamente una E.656 in servizio.

Fu scelta una domenica e il gruppo si recò lungo la linea Roma-Orte, in un punto in cui la ferrovia costeggiava il Tevere descrivendo un'ampia curva. Il tempo era pessimo, con una pioggia torrenziale, ma proprio quelle condizioni contribuirono involontariamente alla nascita del soprannome.

Dopo aver visto transitare alcune altre locomotive, comparve finalmente una E.656. Era alla testa di un treno straordinario e stava cercando di recuperare il ritardo accumulato lungo il percorso.

La pioggia trasformò completamente la scena. La locomotiva, vicinissima al Tevere gonfio d'acqua, appariva avvolta in una nuvola di acqua nebulizzata. La prima impressione fu quella di un mostro marino. Qualcuno pensò al coccodrillo.

Fu però uno dei componenti del sottocomitato, forte anche delle proprie esperienze di viaggio, a proporre una distinzione più precisa: non un coccodrillo, ma un caimano.

Una locomotiva potente, tozza e veloce

Il ragionamento convinse il gruppo. Il caimano, rispetto al coccodrillo, appariva più adatto a rappresentare le caratteristiche che il sottocomitato vedeva nella nuova E.656: un animale possente, robusto, dotato di una forza non comune ma anche capace di muoversi rapidamente.

La proposta arrivò così alla commissione finale. E qui si verificò la singolare convergenza che avrebbe cambiato per sempre la storia della locomotiva.

Il nome era stato individuato autonomamente dal sottocomitato, ma era stato proposto anche da 16 lettori. Quelle due circostanze, secondo il resoconto dell'epoca, ebbero un peso determinante.

La scelta finale: Caimano

La commissione prese in esame anche altre proposte considerate interessanti, originali ed efficaci. Alla fine, però, la decisione fu unanime: la E.656 avrebbe avuto il nome di Caimano.

Non vinse dunque il nome più votato. Non vinse neppure uno dei tanti nomi che avevano raccolto decine o addirittura oltre cento preferenze.

Vinse il nome che, dopo aver osservato la locomotiva direttamente in azione, la commissione ritenne più efficace nel rappresentarne forza, carattere e aspetto.

Ed è forse proprio questo il particolare più affascinante della vicenda. Se il concorso fosse stato deciso democraticamente sulla base dei soli voti, oggi potremmo parlare delle E.656 Squalo, delle E.656 Sandokan o magari delle E.656 Pegaso.

Invece quei 16 voti furono sufficienti per trasformare Caimano nel nome con cui, ancora oggi, una delle locomotive più importanti della storia delle Ferrovie dello Stato è conosciuta da appassionati e ferrovieri.

Un soprannome diventato parte della storia ferroviaria

Il resto è storia. La E.656 sarebbe diventata una presenza fondamentale sulla rete italiana, protagonista per decenni del traino di treni passeggeri e merci e successivamente evoluta nella famiglia E.655 per treni merci.

Ma il suo soprannome era già stato deciso in quella giornata piovosa sulla Roma-Orte, quando una locomotiva vista attraverso il velo dell'acqua sembrò a un gruppo di osservatori qualcosa di più di una semplice macchina ferroviaria.

Il Caimano era nato così: non dal voto della maggioranza, ma dall'incontro tra l'intuizione di pochi lettori e quella di una commissione che decise di scegliere il nome più intrigante e, soprattutto, quello che sembrava raccontare meglio la personalità della E.656.