
Lo studio pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Tectonophysics non mette in discussione il quadro sismo-tettonico alla base del progetto definitivo del Ponte sullo Stretto. Al contrario, ne conferma l’impostazione generale, rafforzandola attraverso nuove osservazioni destinate a essere recepite nella fase esecutiva dell’opera.
È quanto chiarisce la Società Stretto di Messina, interpellata su un tema particolarmente sensibile come quello del monitoraggio delle faglie attive e della sismicità che interessa l’area marina compresa tra Scilla e Cariddi. Fenomeni che, secondo i dati degli ultimi trent’anni, continuano a manifestarsi fortunatamente con eventi di bassa intensità.
Uno studio noto e già valutato
La Società precisa come lo studio, firmato da ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, del Consiglio Nazionale delle Ricerche e delle Università di Università di Parma e Università di Utrecht, risalga al 26 novembre 2025, quindi a circa tre mesi fa.
Già al momento della pubblicazione, sottolinea la Stretto di Messina, era stato evidenziato come non si trattasse di dati inediti né tali da produrre impatti sul progetto definitivo, aggiornato sulla base dei più recenti studi geo-sismo-tettonici.
Focus sulla deformazione attiva dello Stretto
Nel dettaglio, la ricerca si concentra su specifici aspetti della deformazione attiva nello Stretto di Messina e nelle aree limitrofe. L’analisi non prende però in esame né il terremoto del 1908, né la pericolosità sismica delle faglie considerate, soffermandosi piuttosto sulla loro genesi e sulla loro evoluzione nel tempo.
Un ulteriore elemento chiarito dalla Società riguarda l’ambito geografico dello studio, basato prevalentemente su indagini condotte sul fondo marino. Per questo motivo, la ricerca non analizza le faglie terrestri che potrebbero, almeno in linea teorica, interagire con le torri del Ponte.
Le conclusioni dei ricercatori
Tra le conclusioni riportate dagli autori, viene ricordato come, nonostante le diverse ipotesi formulate sulla geometria della faglia responsabile del sisma del 1908, le osservazioni sismologiche e geodetiche indichino una struttura a basso angolo, orientata NNE-SSW, inclinata verso est e con una lunghezza stimata tra i 40 e i 45 chilometri.
Elementi che, secondo la Stretto di Messina, non solo risultano coerenti con il quadro già noto, ma contribuiscono a consolidare ulteriormente le basi scientifiche su cui poggia la progettazione dell’opera.