Una delle locomotive elettriche più particolari mai circolate sulla rete italiana potrebbe presto tornare a nuova vita. 

Nella mattinata di mercoledì 8 luglio la E.636.385 ha infatti lasciato Pistoia con destinazione Verona Porta Nuova, alimentando le ipotesi di un possibile intervento di restauro.

La locomotiva è celebre non solo per appartenere alla storica famiglia delle E.636, ma soprattutto per essere stata protagonista del progetto sperimentale PV Train (PhotoVoltaic Train), che nei primi anni Duemila la rese il primo locomotore italiano equipaggiato con pannelli fotovoltaici installati sull'imperiale.

Un trasferimento che fa sperare

Il convoglio, trainato dalla E.656.294, è partito dalle Officine di Pistoia diretto a Verona Porta Nuova. In seconda posizione figurava proprio la E.636.385, seguita dal carro soccorso 80 83 975 1 509-5 Vsz e dal DUz 95013 (50 83 91-38 013-8).

Sebbene non siano state diffuse informazioni ufficiali sul motivo del trasferimento, la destinazione veronese lascia ipotizzare un possibile intervento di recupero della locomotiva nell'ambito delle attività di conservazione del materiale storico portate avanti da Fondazione FS Italiane.

LEGGI ANCHE: Da Alessandria a Bologna, undici carrozze salvate dalla Fondazione FS?

Quando la ferrovia sperimentava il fotovoltaico

La E.636.385 fu scelta nel 2003 per prendere parte al progetto europeo PV Train (PhotoVoltaic Train), sviluppato da Trenitalia con il cofinanziamento dell'Unione Europea e la collaborazione di Legambiente.

L'obiettivo era verificare la possibilità di utilizzare l'energia solare per alimentare gli accumulatori di bordo dei rotabili ferroviari, sostituendo almeno in parte l'alimentazione tradizionale proveniente dalla linea elettrica a 3 kV.

Si trattò della prima sperimentazione italiana di questo tipo applicata direttamente ai rotabili ferroviari. Fino a quel momento le fonti energetiche alternative erano infatti state impiegate quasi esclusivamente per impianti fissi e sistemi di segnalamento.

I pannelli fotovoltaici installati sulla E.636

Per il progetto furono utilizzati moduli fotovoltaici US 116 in silicio amorfo, scelti per la loro capacità di mantenere buone prestazioni anche in condizioni di scarso irraggiamento e per la possibilità di adattarsi alle superfici curve dei tetti dei rotabili.

Sulla E.636.385 vennero installati sei pannelli fotovoltaici, capaci di sviluppare una potenza complessiva di 616 W di picco, destinata principalmente alla ricarica degli accumulatori della locomotiva sia durante la sosta sia durante la marcia.

Nel corso della sperimentazione, conclusasi nel 2005, i moduli furono installati complessivamente su cinque carrozze, un locomotore, un'automotrice e tre carri merci, valutandone le diverse applicazioni operative.

Un pezzo unico della storia ferroviaria italiana

Terminata la fase sperimentale, la E.636.385 riprese regolarmente il servizio commerciale fino al termine della propria carriera. Successivamente venne accantonata a La Spezia Migliarina e quindi trasferita a Pistoia per essere preservata da Fondazione FS.

Il recente invio a Verona Porta Nuova potrebbe rappresentare l'inizio di una nuova fase della sua storia. Se le ipotesi di restauro dovessero trovare conferma, la locomotiva potrebbe tornare a rappresentare uno dei mezzi storici più interessanti della collezione nazionale, non solo come esponente del glorioso Gruppo E.636, ma anche come testimonianza di uno dei primi progetti europei dedicati all'impiego dell'energia solare nel trasporto ferroviario.