Il trasporto ferroviario del Friuli Venezia Giulia finisce nuovamente sotto accusa.
A sollevare il caso è il Comitato Pendolari Alto Friuli, che traccia un quadro estremamente critico della situazione regionale tra collegamenti transfrontalieri a singhiozzo, materiale rotabile inutilizzato, cantieri destinati a bloccare linee strategiche e una questione infrastrutturale, quella del nodo di Udine, che continua a trascinarsi da anni senza una soluzione definitiva.
Mi.Co.Tra., da collegamento modello a servizio in emergenza
Tra i casi più simbolici c’è quello del collegamento Udine-Villach, il noto servizio transfrontaliero Mi.Co.Tra., attivo dal giugno 2012 e gestito da Ferrovie Udine Cividale.
Secondo il Comitato, quello che era nato come un modello virtuoso di mobilità internazionale è oggi diventato un collegamento fortemente penalizzato dai problemi tecnici.
Nel mirino c’è soprattutto la locomotiva politensione Siemens 190 di FUC (Gruppo ES64U4), protagonista - secondo i pendolari - di continui guasti che da quasi un anno costringono a una gestione emergenziale del servizio.
I numeri forniti dal Comitato parlano di 58 giorni di sostituzione con autobus da agosto 2025 a oggi, pari a circa il 20% delle giornate di esercizio.
Un dato pesante per un servizio utilizzato non solo dai pendolari dell’Alto Friuli e dai viaggiatori transfrontalieri, ma anche da migliaia di cicloturisti che percorrono la Ciclovia Alpe Adria.
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Il caso dei Civity: “80 milioni di euro e treni fermi”
Il Comitato punta il dito anche sulla situazione dei convogli regionali CAF acquistati dalla Regione Friuli Venezia Giulia.
Parliamo di 12 treni per un investimento complessivo di circa 80 milioni di euro:
- 8 ETR 563 entrati in servizio nel 2015;
- 4 ETR 564 politensione entrati in servizio nel 2018.
Secondo il Comitato, gli ETR 563 sarebbero attualmente tutti fuori servizio, mentre gli ETR 564 sarebbero impegnati in manutenzione ciclica.
Una situazione che, sempre secondo i pendolari, contrasta con la presenza ancora diffusa di materiale rotabile più anziano sulle linee Tarvisio-Udine-Cervignano-Trieste e Udine-Trieste, con frequenti episodi di sovraffollamento.
La proposta è chiara: utilizzare proprio gli ETR 564 per rafforzare il servizio Mi.Co.Tra. e introdurre una nuova coppia di collegamenti Udine-Villach, andando a coprire l’attuale buco di oltre sei ore tra alcune corse.

Il contratto con Trenitalia nel mirino
Il Comitato richiama anche il contratto di servizio 2022-2031, in base al quale Trenitalia avrebbe dovuto introdurre 25 nuovi treni Rock e Blues per il rinnovo della flotta regionale.
Secondo i pendolari, però, a metà del percorso contrattuale i nuovi convogli si vedrebbero solo sporadicamente.
Da qui la richiesta di un intervento diretto della Regione Friuli Venezia Giulia e del presidente regionale per fare chiarezza sul rispetto degli impegni contrattuali.
Il nodo di Udine e la polemica sul commissario
Altro tema caldo è quello del nodo ferroviario di Udine, dove il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha nominato commissario Aldo Isi, amministratore delegato di RFI.
Una scelta fortemente contestata dal Comitato, che giudica paradossale affidare il commissariamento proprio al vertice della società proprietaria dell’infrastruttura.
Il tema resta quello storico dei passaggi a livello e della linea di cintura, con costi lievitati nel tempo secondo quanto riferito dai pendolari: dai circa 80 milioni inizialmente previsti nel 2015 agli attuali 340 milioni.

Tre chiusure per la Udine-Tarvisio
Preoccupazione anche per il calendario delle interruzioni della linea Udine-Tarvisio, già ufficializzato:
- 22 agosto – 20 settembre 2026
- 26 maggio – 9 luglio 2027
- 1 settembre – 30 novembre 2028
Durante questi periodi il traffico merci verrà deviato via Brennero.
La chiusura del 2026, in piena stagione turistica, è quella che suscita le critiche più forti: secondo il Comitato rischia infatti di penalizzare duramente il cicloturismo legato alla Ciclovia Alpe Adria e l’economia locale.
Il fatto che gli stop successivi siano stati programmati in periodi meno sensibili alimenta ulteriormente le polemiche.
Un sistema ferroviario sotto pressione
Tra guasti, materiale rotabile indisponibile, investimenti contestati e grandi cantieri, il quadro tracciato dai pendolari restituisce l’immagine di un sistema ferroviario regionale in forte difficoltà.
Resta ora da capire se e come arriveranno risposte da Regione, Trenitalia, RFI e Ferrovie Udine Cividale.