I lavori procedono in ritardo? Per una parte sì, per un’altra no.

Il confronto in Consiglio regionale si è acceso, con l’assessore ai Trasporti Luigi Bertschy che ha reagito duramente alle osservazioni di Chiara Minelli.

La capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, intervenendo durante un’interrogazione, ha contestato il mancato rispetto del cronoprogramma iniziale di Rete Ferroviaria Italiana per l’elettrificazione della linea Ivrea–Aosta. Ha inoltre sottolineato che «tra luglio e dicembre i cantieri sono avanzati solo del 10 per cento, arrivando al 60 per cento».

Questo significa che nei cinque mesi tra ora e giugno dovrà essere completato il restante 40 per cento degli interventi. Da qui l’affondo di Minelli: «Un ritardo non sarebbe giustificabile, visto il lunghissimo periodo di chiusura voluto da Rfi. L’elettrificazione della Chivasso-Ivrea è stata fatta in due anni, con chiusure della linea solo notturne».

Bertschy ha replicato facendo riferimento ai dati forniti da Rfi, ribadendo che le scadenze restano confermate.

«Il programma dei lavori presentato da Rfi a maggio 2024 è stato nel tempo oggetto di modifiche e aggiornamenti per consentire alcuni affinamenti progettuali su specifiche attività, per consentire alcune varianti resesi necessarie in corso d’opera, per ricalibrare le tempistiche di alcune lavorazioni per recuperare puntuali ritardi registrati nel corso del tempo».

Secondo l’assessore, gli aggiustamenti apportati non compromettono l’esito complessivo dell’opera.

«Il programma dei lavori approvato è in linea con i lavori in corso e consentirà il rispetto degli obiettivi Pnrr di elettrificazione della tratta entro giugno di quest’anno. Il termine dei restanti lavori, necessari per l’attivazione del servizio commerciale, è confermato a dicembre». Da parte di Ferrovie viene inoltre precisato che, una volta conclusi i cantieri, serviranno «circa sei mesi per le necessarie attività documentali e amministrative per la certificazione della linea e per l’autorizzazione alla messa in servizio da parte dell’Agenzia nazionale per la sicurezza delle infrastrutture ferrovie».

Entrando nel dettaglio, la sottostazione elettrica di Aosta risulta «in linea con la programmazione con fine lavori a giugno». La stazione di Nus ha raggiunto il 90 per cento di completamento, mentre quella di Hône-Bard è al 60 per cento, a seguito di alcune modifiche alla passerella pedonale richieste dalla Soprintendenza ai Beni e alle Attività culturali. La galleria di piazza Perrone, a Ivrea, è realizzata per circa il 70 per cento. Finora sono stati costruiti 1.005 plinti di fondazione della linea elettrica sui 2.400 previsti e installati 250 pali, sempre su un totale di 2.400. Bertschy ha anche annunciato un nuovo sopralluogo a marzo, che coinvolgerà la 4ª commissione Sviluppo economico.

Minelli è tornata all’attacco osservando che «In base al cronoprogramma, la sottostazione di Châtillon e di Aosta sarebbero dovute essere già finite, invece i lavori proseguono ancora. I lavori alla stazione di Nus, che andava completata entro marzo, sono in ritardo e c’è ancora il sottopassaggio da completare. Siamo molto preoccupati. Dovete protestare con Rfi, con il ministero, attivare i parlamentari valdostani e i vostri alleati di governo».

A microfoni spenti, Bertschy ha replicato sottolineando che «Non serve a nulla mettere in dubbio i dati che ci fornisce Rfi, che sta curando il cantiere e che conferma si arriverà alla chiusura dei cantieri sulla linea per il mese di giugno».