La Ferrovia della Val Venosta compie uno dei passi più importanti della sua storia recente. 

Con l'entrata in servizio dei primi treni elettrici prende ufficialmente il via una nuova fase per la linea Merano-Malles, che dopo decenni di esercizio con materiale diesel può finalmente contare su un'infrastruttura moderna, sostenibile e tecnologicamente avanzata.

Il risultato arriva al termine del complesso progetto di elettrificazione dell'intera linea ferroviaria, lungo circa 60 chilometri, al quale hanno contribuito Generale Costruzioni Ferroviarie (GCF) e INEO SCLE Ferroviarie con la realizzazione della linea di contatto e dei principali impianti di alimentazione elettrica.

Una linea alimentata a 25 kV in corrente alternata

L'intera tratta Merano-Malles è stata convertita alla trazione elettrica a 25 kV in corrente alternata, uno degli standard più moderni e diffusi sulle reti ferroviarie europee.

Il nuovo sistema consentirà di ridurre le emissioni locali, diminuire i costi di esercizio, recuperare energia durante la frenatura dei convogli e migliorare affidabilità, sicurezza e prestazioni del servizio ferroviario.

Il progetto ha richiesto numerose soluzioni ingegneristiche sviluppate appositamente per le caratteristiche geologiche e paesaggistiche della Val Venosta. Sono state infatti realizzate circa 1.700 fondazioni per i sostegni della linea di contatto, scegliendo differenti tecnologie costruttive in funzione delle caratteristiche del terreno, dalla ghiaia del fondovalle fino agli affioramenti rocciosi.

Grande attenzione è stata dedicata anche all'inserimento paesaggistico delle nuove opere, con sostegni in acciaio zincato progettati per ridurre al minimo l'impatto visivo.

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Catenaria flessibile, catenaria rigida e sottostazioni

Nei tratti all'aperto è stata installata una moderna catenaria flessibile compensata con mensole in lega di alluminio e dispositivi automatici di tensionamento, mentre all'interno delle quattro gallerie, per circa due chilometri complessivi, è stata adottata una catenaria rigida, soluzione che garantisce maggiore affidabilità e minori esigenze manutentive negli spazi confinati.

L'alimentazione della linea è affidata alla sottostazione principale di Coldrano-Vezzano, collegata alla rete ad alta tensione a 132 kV e dotata di due trasformatori monofase da 7,2 MVA, affiancata da due ulteriori sottostazioni situate a Lagundo e Malles, entrambe completamente telecontrollate.

Una ferrovia sempre più intelligente

Tra le innovazioni introdotte figurano un sistema permanente di monitoraggio della linea di contatto, capace di verificare in tempo reale il corretto funzionamento dei dispositivi di tensionamento, e il sistema VIP (Video Inspection Pantograph), che controlla automaticamente lo stato dei pantografi dei treni in transito individuando eventuali anomalie prima che possano compromettere la circolazione.

Queste tecnologie consentono di passare da una manutenzione programmata a una manutenzione predittiva, migliorando affidabilità e disponibilità dell'infrastruttura.

Il collegamento tra due sistemi elettrici differenti

Particolarmente significativo è anche il cosiddetto POC (Posto di Confine), il punto in cui la Ferrovia della Val Venosta, alimentata a 25 kV in corrente alternata, si raccorda con la rete ferroviaria nazionale alimentata a 3 kV in corrente continua.

Per garantire il passaggio dei convogli tra i due differenti sistemi di alimentazione è stata realizzata una sofisticata zona di separazione lunga circa 26 metri, che consente al pantografo di transitare senza discontinuità meccaniche mantenendo completamente separate le due alimentazioni elettriche.

Con il completamento dell'elettrificazione la Merano-Malles non rappresenta soltanto una linea ferroviaria più moderna, ma un'infrastruttura intelligente, capace di integrare telecontrollo, diagnostica continua e manutenzione predittiva, confermando il ruolo della Ferrovia della Val Venosta come uno dei progetti ferroviari tecnologicamente più avanzati del panorama italiano.