Nuovo passo avanti per il recupero della storica Ferrovia del Vino. 

Proseguono infatti gli interventi lungo la linea Noto–Pachino, chiusa all'esercizio dal 1986, con il completamento della prima fase dei lavori sul sistema di ponti che attraversa il fiume Tellaro.

L'intervento rappresenta un ulteriore tassello nel percorso di rinascita della linea ferroviaria siciliana, destinata a tornare in esercizio dopo quasi quarant'anni di inattività.

Conclusa la prima fase sul sistema di ponti

Le lavorazioni hanno interessato il complesso di opere d'arte situato nella vallata di Bucachemi, tra le progressive chilometriche 9,982 e 10,385, dove attraversano il fiume Tellaro.

Con il completamento delle opere previste in questa prima fase, il corpo ferroviario risulta ora predisposto per le successive attività di cantiere che consentiranno di proseguire il recupero dell'infrastruttura.

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I lavori proseguono nella zona di Roveto Bimmisca

Da circa due mesi il cantiere è operativo anche sulla sponda sud del Tellaro, con accesso dalla stazione di Roveto Bimmisca. In questo tratto gli interventi interessano il sistema dei cinque ponti compreso tra le progressive km 10,610 e km 10,982.

Le attività in corso costituiscono una fase fondamentale del progetto di ripristino dell'intera infrastruttura ferroviaria.

Obiettivo novembre

Secondo il cronoprogramma, entro il mese di novembre dovrebbe essere completata anche questa fase dei lavori. Sarà così possibile unificare la nuova piattaforma ferroviaria attraverso il ponte metallico a traliccio composto da tre campate da 75 metri ciascuna e attivare la nuova variante di tracciato.

Verso il ritorno della Ferrovia del Vino

Il recupero della Noto–Pachino rappresenta uno dei più significativi interventi di valorizzazione del patrimonio ferroviario siciliano. Ogni avanzamento del cantiere avvicina infatti l'obiettivo della rimessa in esercizio della storica Ferrovia del Vino, restituendo continuità a un'infrastruttura che per decenni ha rappresentato un collegamento strategico per il territorio e che oggi guarda a una nuova stagione di utilizzo.

Foto Fondazione FS