Allarme sulla storica Sulmona–Castel di Sangro: mentre arrivano 90 milioni per la Sangritana, cresce la preoccupazione per il futuro della Transiberiana d’Abruzzo.

La Ferrovia dei Parchi torna al centro del dibattito ferroviario abruzzese. Da una parte gli investimenti annunciati dalla Regione Abruzzo per il potenziamento della tratta Sangritana Ateleta–Castel di Sangro, dall’altra le preoccupazioni dei sindacati per la possibile chiusura del Nucleo Manutentivo Lavori di Castel di Sangro, presidio tecnico ritenuto fondamentale per la sicurezza della storica linea Sulmona–Castel di Sangro.

Novanta milioni per la Sangritana

Nei giorni scorsi il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio ha annunciato un finanziamento da 90 milioni di euro di fondi FSC destinato al potenziamento della tratta Sangritana Ateleta–Castel di Sangro.

L’intervento è stato presentato come un passo strategico per migliorare la mobilità nelle aree interne dell’Abruzzo e rafforzare il sistema ferroviario regionale.

La preoccupazione per la Ferrovia dei Parchi

Parallelamente cresce però l’allarme attorno alla Ferrovia dei Parchi, conosciuta anche come Transiberiana d’Abruzzo, una delle linee turistiche più celebri d’Italia.

Secondo quanto denunciato dalle organizzazioni sindacali del comparto ferroviario abruzzese, Rete Ferroviaria Italiana starebbe procedendo verso la chiusura del Nucleo Manutentivo Lavori di Castel di Sangro.

Si tratta di un presidio operativo considerato indispensabile per garantire interventi rapidi lungo una linea ferroviaria complessa che si sviluppa per oltre 128 chilometri, attraversa 58 gallerie e raggiunge i 1.268 metri di quota alla stazione di Rivisondoli-Pescocostanzo.

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I sindacati: “Scelta incoerente”

A lanciare l’allarme sono FILT-CGIL, FIT-CISL, UILTRASPORTI, UGL Ferrovieri, FAST-CONFSAL e ORSA Ferrovie. In un documento congiunto le sigle sindacali definiscono la possibile dismissione del nucleo manutentivo una scelta “penalizzante e discordante”.

Secondo i rappresentanti dei lavoratori, la riduzione dei presidi tecnici sarebbe incompatibile con gli investimenti annunciati per il rilancio ferroviario delle aree interne.

La Sulmona–Carpinone è infatti una ferrovia storica che necessita di standard manutentivi particolarmente elevati a causa delle infrastrutture d’epoca, delle numerose gallerie e della complessità del territorio appenninico attraversato.

Una linea simbolo del turismo ferroviario

La Ferrovia dei Parchi rappresenta oggi uno dei principali esempi di turismo ferroviario lento in Italia. Dal 2012 la linea è stata rilanciata attraverso i treni storici, attirando ogni anno circa 40mila viaggiatori.

I biglietti vengono spesso esauriti con settimane di anticipo e il treno è diventato un motore turistico per numerosi borghi dell’Abruzzo e del Molise.

Il percorso attraversa territori di grande valore naturalistico e paesaggistico, tra cui il Parco Nazionale della Majella, l’Alto Sangro, il Lago di Bomba e la Costa dei Trabocchi.

L’impatto economico sul territorio

Secondo i sindacati e gli operatori locali, il valore della Ferrovia dei Parchi non è soltanto culturale o turistico, ma anche economico.

Ogni viaggio genera infatti ricadute per ristoranti, agriturismi, strutture ricettive e attività commerciali presenti lungo la linea ferroviaria.

In territori segnati dallo spopolamento, il turismo ferroviario viene considerato uno strumento concreto di valorizzazione economica e promozione delle aree interne.

La richiesta di un tavolo di confronto

Le organizzazioni sindacali chiedono ora l’apertura di un tavolo di concertazione che coinvolga RFI, enti locali e rappresentanti del settore turistico.

L’obiettivo è individuare una soluzione che possa garantire la continuità delle attività manutentive e salvaguardare il futuro della storica linea ferroviaria.

Per il momento, però, sul tema non sarebbero ancora arrivate risposte ufficiali.