Le tensioni geopolitiche nel Mar Rosso, le difficoltà operative del Canale di Suez e la crisi nello Stretto di Hormuz stanno modificando profondamente gli equilibri della logistica mondiale.
E mentre le rotte marittime diventano sempre più vulnerabili, la ferrovia torna al centro delle strategie commerciali internazionali.
È quanto emerge da un approfondimento pubblicato da We Build Value, che analizza come i grandi corridoi ferroviari euroasiatici e le infrastrutture europee stiano acquisendo un ruolo sempre più strategico nel commercio globale.
Il mare resta dominante ma i “chokepoint” fanno paura
Oggi circa l’80% delle merci mondiali continua a viaggiare via mare. Tuttavia il sistema logistico internazionale dipende da pochi passaggi chiave, i cosiddetti chokepoint, come:
- Canale di Suez;
- Bab el-Mandeb;
- Stretto di Hormuz;
- Canale di Panama;
- Stretto di Malacca.
Negli ultimi anni gli attacchi degli Houthi nel Mar Rosso, le tensioni in Medio Oriente e le difficoltà operative lungo Suez hanno mostrato tutta la fragilità di questo modello.
Molte compagnie marittime hanno infatti deviato le navi lungo la rotta del Capo di Buona Speranza, con aumenti dei tempi di viaggio fino a due settimane e costi logistici in forte crescita.
LEGGI ANCHE: Fermerci lancia l’allarme: “Il cargo ferroviario è in crisi da quattro anni, servono aiuti urgenti”
La ferrovia torna strategica tra Europa e Cina
In questo scenario i collegamenti ferroviari terrestri tra Asia ed Europa stanno vivendo una nuova fase di crescita.
Secondo i dati riportati da We Build Value, nel 2025 il sistema China Railway Express ha superato quota 20 mila treni annui, movimentando oltre 2 milioni di TEU per un valore di circa 67,7 miliardi di dollari.
La ferrovia offre infatti vantaggi sempre più apprezzati dal mercato:
- tempi di percorrenza più rapidi;
- maggiore prevedibilità;
- minore esposizione alle crisi geopolitiche;
- continuità delle supply chain.
Secondo l’analisi, i corridoi terrestri euroasiatici possono risultare fino a tre volte più rapidi rispetto al trasporto marittimo sulle relazioni Cina-Europa.
Il Brennero sempre più centrale
In Europa il ruolo della ferrovia merci sta crescendo soprattutto lungo i grandi corridoi TEN-T.
Tra questi assume un’importanza strategica il Brennero, considerato uno dei principali colli di bottiglia logistici del continente lungo il corridoio Scandinavo-Mediterraneo.
La linea storica è ormai vicina alla saturazione e proprio per questo il Tunnel di Base del Brennero (BBT) viene indicato come una delle infrastrutture decisive per il futuro della logistica europea.
Il nuovo asse ferroviario consentirà infatti di aumentare capacità, affidabilità e velocità del traffico merci attraverso le Alpi, riducendo parallelamente il traffico stradale.
Gottardo e Sempione: la Svizzera insegna
L’analisi evidenzia anche il ruolo dei corridoi ferroviari svizzeri.
Nel 2021 lungo l’asse del San Gottardo sono transitati quasi 25 milioni di tonnellate di merci, di cui oltre 17,9 milioni su ferrovia, con una quota modale superiore al 71%.
Ancora più impressionante il dato del Sempione, dove il trasporto ferroviario supera addirittura il 90% del traffico merci totale.
Italia al centro dei nuovi corridoi logistici
Secondo We Build Value, la nuova geografia della logistica mondiale rende sempre più strategiche alcune grandi opere infrastrutturali italiane.
Tra queste vengono citati:
- il Tunnel di Base del Brennero;
- il Terzo Valico dei Giovi;
- la Torino-Lione;
- i grandi collegamenti ferroviari TEN-T.
Infrastrutture che non vengono più viste soltanto come opere nazionali, ma come elementi chiave per garantire resilienza, continuità e sicurezza ai flussi commerciali europei.
In un contesto globale sempre più instabile, la ferrovia torna dunque a essere una componente strategica dell’economia mondiale, capace di affiancare — e in parte sostituire — le tradizionali rotte marittime nei momenti di crisi.