Doveva essere una delle opere simbolo della Nuova Via della Seta in Europa e uno dei principali collegamenti ferroviari tra i Balcani e il cuore della Mitteleuropa. 

Oggi, invece, la ferrovia ad alta velocità tra Belgrado e Budapest rischia di trasformarsi in un caso politico e infrastrutturale destinato a far discutere ancora a lungo.

La linea, realizzata con un forte coinvolgimento cinese, è stata progettata per consentire collegamenti fino a 200 km/h tra le due capitali e per velocizzare il trasporto delle merci provenienti dai porti collegati ai traffici commerciali di Pechino.

Negli ultimi mesi l'opera era stata più volte indicata come uno dei principali risultati del governo guidato da Viktor Orbán, che aveva annunciato l'imminente avvio dei collegamenti passeggeri internazionali tra Serbia e Ungheria.

In Serbia i treni circolano già

La tratta serba tra Belgrado e Subotica è già stata completata e messa in esercizio. Grazie alla nuova infrastruttura, i treni percorrono il tragitto in circa un'ora e venti minuti, rappresentando uno dei collegamenti ferroviari più veloci dell'intera area balcanica.

In primavera è stato inoltre effettuato il primo trasporto merci sull'intero asse Serbia-Ungheria. L'evento era stato presentato come una dimostrazione delle potenzialità della nuova linea e della riduzione dei tempi di percorrenza tra i due Paesi.

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I treni passeggeri non sono mai partiti

L'avvio dei servizi passeggeri era stato annunciato più volte tra marzo e aprile 2026. Le autorità ungheresi avevano lasciato intendere che i nuovi convogli cinesi delle Ferrovie Serbe avrebbero presto raggiunto Budapest.

Tuttavia, già alla fine di marzo il Ministero dei Trasporti ungherese aveva precisato che l'attivazione del servizio sarebbe stata subordinata alle verifiche degli esperti della sicurezza ferroviaria.

Da quel momento sulla linea hanno continuato a circolare esclusivamente i treni merci, mentre i collegamenti passeggeri sono rimasti fermi al palo.

Le critiche del nuovo governo ungherese

Dopo la sconfitta elettorale di Viktor Orbán, il nuovo esecutivo guidato da Peter Magyar ha deciso di riesaminare il progetto.

Il nuovo ministro dei Trasporti, David Vitézy, ha dichiarato che sarebbero emersi numerosi problemi legati sia alla realizzazione sia alla gestione dell'infrastruttura.

Secondo il ministro, test e verifiche tecniche avrebbero evidenziato questioni ancora aperte sul fronte della sicurezza, tali da impedire al momento l'avvio del servizio passeggeri.

Tra le criticità segnalate vi sarebbe anche la presenza di passaggi a livello sulla tratta ungherese, elemento che renderebbe necessario ridurre la velocità massima da 200 a 160 km/h in alcuni punti della linea.

Budapest chiede chiarimenti a Pechino

Oltre agli aspetti tecnici, il nuovo governo ha annunciato l'intenzione di chiedere maggiore trasparenza sui contratti che hanno portato alla realizzazione dell'opera.

La ferrovia Belgrado–Budapest è costata circa 2,8 miliardi di euro ed è considerata uno dei principali investimenti cinesi nel settore ferroviario europeo degli ultimi anni.

Per Pechino rappresenta uno dei progetti simbolo della cooperazione con Serbia e Ungheria e viene spesso descritta come un esempio della cosiddetta "amicizia di ferro" tra i Paesi coinvolti.

Ora però il progetto entra in una fase di forte incertezza. Mentre i treni merci continuano a utilizzare la linea, il debutto dei collegamenti passeggeri tra Belgrado e Budapest appare sempre più lontano e subordinato alla soluzione delle questioni tecniche e di sicurezza sollevate dal nuovo esecutivo ungherese.