ARST si prepara a introdurre in Sardegna nuovi treni alimentati a idrogeno destinati alle linee ferroviarie a scartamento ridotto.

I convogli, sviluppati in collaborazione con il gruppo svizzero Stadler Rail, sono destinati a sostituire le attuali automotrici diesel con l'obiettivo di ridurre le emissioni di CO2 legate al servizio ferroviario.

Il progetto è stato illustrato a Cagliari in occasione dell'incontro tra l'ambasciatore svizzero in Italia Roberto Balzaretti, il console onorario Alberto Vespa e la Direzione centrale di ARST. La collaborazione tra l'azienda regionale sarda e Stadler si inserisce nel più ampio percorso di sviluppo della mobilità sostenibile e della transizione energetica.

I primi treni a idrogeno a scartamento ridotto

Secondo quanto spiegato da ARST, Stadler sta fornendo i primi convogli a idrogeno a scartamento ridotto mai realizzati a livello globale. I nuovi treni saranno impiegati sulle linee regionali a scartamento ridotto della Sardegna e prenderanno il posto delle automotrici attualmente alimentate a diesel.

Il progetto punta quindi a modificare progressivamente il sistema di trazione utilizzato sulla rete, affiancando al nuovo materiale rotabile un'infrastruttura dedicata alla produzione e allo stoccaggio dell'idrogeno.

Al momento, uno dei convogli, per l'esattezza l'HSRe 113.002, si trova in esposizione alla manifestazione di Innotrans 2026 in corso a Berlino.

Tre centrali per produzione e stoccaggio dell'idrogeno

Una parte centrale del progetto riguarda proprio l'infrastruttura energetica. Carlo Poledrini, direttore centrale di ARST, ha spiegato che, grazie ai fondi del PNRR, sono state completate tre centrali destinate alla produzione e allo stoccaggio dell'idrogeno.

Secondo l'azienda, queste infrastrutture consentiranno di rendere la rete ferroviaria regionale autosufficiente dal punto di vista energetico per quanto riguarda il nuovo sistema di alimentazione. L'integrazione tra infrastrutture per l'idrogeno e nuovi convogli rappresenta quindi uno degli elementi caratterizzanti del progetto.

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Oltre 2.100 tonnellate di CO2 in meno all'anno

La sostituzione delle automotrici diesel con i nuovi treni a idrogeno dovrebbe produrre anche un effetto sulle emissioni. ARST stima un risparmio di oltre 2.100 tonnellate di CO2 all'anno grazie alla nuova flotta.

L'obiettivo dichiarato è accompagnare alla riduzione dell'impatto ambientale anche il mantenimento di elevati livelli di comfort, sicurezza ed efficienza per i passeggeri. Il progetto interessa dunque sia il materiale rotabile sia l'intero sistema energetico necessario al suo funzionamento.

La collaborazione tra ARST e Stadler

La partnership con Stadler Rail è stata presentata come uno degli elementi della cooperazione tra Sardegna e Svizzera nel campo della mobilità sostenibile. Durante la visita istituzionale dell'ambasciatore Balzaretti, inserita nella sesta tappa dell'iniziativa In cammino con la Svizzera, sono stati evidenziati anche i temi della transizione energetica e della tutela della biodiversità.

Giovanni Mocci, amministratore unico di ARST, ha sottolineato come l'introduzione dei nuovi convogli rappresenti una tappa del percorso di innovazione dell'azienda e della Regione Sardegna. La collaborazione con Stadler, secondo quanto dichiarato da ARST, punta a combinare l'adozione di tecnologie a basse emissioni con il miglioramento del servizio ferroviario destinato alle comunità servite dalla rete regionale.

Verso una nuova mobilità ferroviaria in Sardegna

Con i nuovi convogli a idrogeno e le infrastrutture per la produzione e lo stoccaggio del combustibile, ARST punta quindi a costruire un sistema integrato per la mobilità ferroviaria a scartamento ridotto. Il progetto segna il passaggio dalle attuali automotrici diesel a una nuova tecnologia di trazione e rappresenta uno dei principali interventi dell'azienda nel campo della mobilità sostenibile.