
Torna al centro del dibattito il futuro della ferrovia pedemontana Sacile–Gemona, infrastruttura considerata strategica per il rilancio della mobilità sostenibile e dello sviluppo economico dei territori attraversati.
A Pinzano al Tagliamento si è svolto un presidio promosso da Il Passo Giusto, iniziativa editoriale del Patto per l’Autonomia, che ha raccolto l’appello di comunità e amministrazioni locali per il ripristino completo della linea ferroviaria.
Una ferrovia per economia e turismo lento
L’obiettivo dell’iniziativa è quello di rilanciare il collegamento ferroviario come strumento per rafforzare la mobilità locale, sostenere i pendolari e valorizzare il territorio anche attraverso il turismo lento.
Secondo il sindaco di Pinzano al Tagliamento, Emanuele De Biasio, il ripristino della linea potrebbe rappresentare una leva importante per l’economia locale.
«Questo per noi è il tentativo di creare economia per una comunità che vuole rilanciarsi tramite il turismo, che vuole supportare i pendolari che si spostano verso il maniaghese e per creare delle connessioni anche con tutta la rete sentieristica e delle micro imprese locali», ha spiegato.
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Finanziamenti e progettualità
Nel corso dell’incontro è stata sottolineata la necessità di attivare risorse regionali per rendere possibile il ripristino della linea e sviluppare iniziative territoriali collegate alla ferrovia.
«Chiediamo che vengano messi a disposizione i finanziamenti da parte della Regione, che ne ha la possibilità, e poi di costruire una rete locale che sappia anticipare le opportunità che arriveranno quando la ferrovia sarà ripristinata, insieme a una pista ciclabile», ha dichiarato Elia Mioni, direttore editoriale de Il Passo Giusto.
Il modello ferrovia-ciclovia
Secondo diversi interventi, il rilancio della Sacile–Gemona potrebbe seguire l’esempio di altre esperienze europee in cui la combinazione tra ferrovia e cicloturismo ha generato importanti ricadute economiche.
Per Alberto Durì, esperto di trasporti ferroviari, il ripristino dell’infrastruttura dovrà essere accompagnato da iniziative concrete per attrarre passeggeri: «Una volta attivati i treni servono iniziative concrete perché i passeggeri siano attirati a prendere il treno e a usufruire del territorio. Il circolo virtuoso è questo: riempire i treni e riempire il territorio».
Anche il coordinamento regionale della FIAB ha evidenziato le potenzialità dell’integrazione tra treno e mobilità ciclabile.
«Basta solo un esempio: l’Alpe Adria. Da quando c’è stato l’abbinamento tra ferrovia e ripristino della ciclovia abbiamo visto milioni di persone che la attraversano. Questa riattivazione rappresenterebbe uno sviluppo incredibile per tutta la Pedemontana», ha spiegato Renato Chiarotto.
Il nodo della “lunetta” ferroviaria
Tra i temi affrontati anche la possibilità di realizzare una lunetta ferroviaria che permetta il collegamento diretto tra Maniago e Pordenone attraverso la linea Sacile–Gemona.
L’assessora regionale alle Infrastrutture Cristina Amirante ha fatto sapere che la consegna dello studio di fattibilità delle alternative progettuali, affidato a RFI, è prevista entro la fine dell’anno.
Il futuro della ferrovia pedemontana resta quindi legato alle prossime scelte infrastrutturali e alla disponibilità di risorse per un progetto che molti amministratori locali considerano fondamentale per lo sviluppo del territorio.
Fonte RaiNews