Da un lato ci sono piani di investimento importanti per lo scalo marittimo, con l’obiettivo dichiarato di aumentare in modo significativo i volumi di traffico, insieme alla spinta della Zona logistica semplificata che punta ad attirare nuove aziende e a rendere più efficiente l’intero sistema produttivo.

Dall’altro, però, resta una linea ferroviaria strategica il cui potenziamento è rimasto per anni bloccato tra annunci, accordi e progetti mai completati.

In questo contesto, sulla Pontremolese è l’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Orientale a muoversi direttamente per individuare una soluzione provvisoria capace di sostenere sia la crescita delle attività portuali sia le difficoltà strutturali legate alle pendenze e alla morfologia del tracciato tra La Spezia e Parma, che oggi frenano il trasporto merci su rotaia.

L’ente ha quindi affidato un’analisi specifica per valutare la praticabilità – non solo dal punto di vista tecnico, ma anche economico – dell'intrudizione della doppia trazione simmetrica sui treni merci con una seconda locomotiva posizionata in coda al treno, utile a spingere i carri lungo i tratti più impegnativi della linea. Una scelta che consentirebbe di aumentare la lunghezza dei convogli e, di conseguenza, la capacità di carico e l’efficienza operativa.

"Una soluzione alternativa sulla quale stiamo indagando fattibilità e costi – conferma il presidente Bruno Pisano –. Se da un lato stiamo parlando con i decisori politici a tutti i livelli per garantire ciò che manca al completamento del finanziamento per il tratto Vicofertile–Parma, molto importante anche per il nostro sistema, dall’altra stiamo verificando, anche con il coinvolgimento di Rfi, se con la doppia trazione si riesca a superare determinate pendenze e a garantire così le esigenze operative non solo attuali ma anche quelle che emergeranno in futuro".

Uno scenario che guarda al breve periodo, ma che è strettamente collegato ai consistenti investimenti già avviati nel porto della Spezia e allo sviluppo della Zona logistica semplificata.

"Di fronte a una prospettiva di crescita dei traffici e a esigenze sul fronte del trasporto delle merci da e per il porto, che aumenteranno a seguito degli investimenti che si stanno operando nel nostro scalo, c’è la necessità di avere una Pontremolese più performante – ribadisce Pisano –. Questa che stiamo studiando potrebbe essere una soluzione in attesa degli investimenti, con treni più lunghi in grado di movimentare una maggiore quantità di merci".

Fonte La Nazione