
L'amministratore delegato di Stretto di Messina Pietro Ciucci fa il punto sull'iter del collegamento stabile tra Sicilia e Calabria e sui tempi previsti per la realizzazione dell'opera.
Prime opere entro la fine del 2026 e conclusione dei lavori nel 2034. È questo il cronoprogramma indicato da Pietro Ciucci, amministratore delegato della società Stretto di Messina, parlando del Ponte sullo Stretto in un'intervista a La Stampa.
Ciucci ha affrontato anche le principali difficoltà legate alla realizzazione dell'opera, soffermandosi sulla complessità delle procedure, sui rapporti tra i diversi livelli istituzionali e sulla necessità di rendere più coordinato l'iter autorizzativo.
Prime opere entro la fine del 2026
Secondo quanto dichiarato dall'amministratore delegato di Stretto di Messina, l'obiettivo è avviare le prime opere entro la fine di quest'anno, con il completamento dell'intero intervento previsto nel 2034.
Il cronoprogramma resta naturalmente legato all'avanzamento delle procedure necessarie per arrivare alla fase operativa del progetto del collegamento stabile tra Sicilia e Calabria.
La complessità delle procedure
Secondo Ciucci, le difficoltà che hanno caratterizzato il percorso del Ponte sullo Stretto sono riconducibili a diversi fattori.
«Le procedure sono complesse, sia a livello nazionale che comunitario», ha spiegato l'ad di Stretto di Messina, sottolineando l'importanza di mettere in parallelo i diversi passaggi anziché procedere esclusivamente in successione.
Una modalità di gestione che, secondo Ciucci, consentirebbe di ridurre i tempi necessari per arrivare alla realizzazione dell'opera e, di conseguenza, anche i costi.
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Il ruolo del commissario
Nel corso dell'intervista Ciucci ha affrontato anche il tema dei poteri commissariali e della possibilità di accelerare la realizzazione delle infrastrutture.
«Il commissario ha indubbiamente il potere di velocizzare, ma non ha la bacchetta magica», ha affermato l'amministratore delegato, evidenziando come molto dipenda dai poteri di deroga che vengono attribuiti.
Per Ciucci, l'Italia dispone comunque di competenze tecniche e professionali di alto livello nei diversi ambiti coinvolti nella realizzazione delle grandi infrastrutture, compresi quelli ingegneristici, ambientali e legati alla prevenzione delle infiltrazioni della criminalità organizzata.

La necessità di un maggiore coordinamento
Tra gli elementi che possono incidere sui tempi di realizzazione delle opere, Ciucci ha indicato anche la necessità di una maggiore capacità di coordinamento tra i diversi soggetti coinvolti.
Secondo l'ad di Stretto di Messina, il punto critico non sarebbe quindi rappresentato esclusivamente dalle competenze disponibili, ma dalla capacità di tutti gli attori, compresi quelli politici, di lavorare in modo coordinato verso lo stesso obiettivo.
Un tema che assume particolare rilevanza nel caso del Ponte sullo Stretto, un'opera che da decenni è al centro del dibattito politico e istituzionale.
Il dibattito sul Ponte sullo Stretto
Ciucci ha inoltre sottolineato come il collegamento stabile tra Sicilia e Calabria sia «storicamente oggetto di contrapposte posizioni politiche», una situazione che, a suo giudizio, non favorisce il percorso di realizzazione dell'opera.
A questo si aggiungono la dimensione dell'infrastruttura e la sua complessità tecnica, oltre alla diffusa sfiducia sulla capacità di realizzare grandi opere rispettando tempi e costi programmati.
Perché le opere pubbliche richiedono tempi lunghi
Rispondendo alle domande sui tempi necessari in Italia per realizzare le infrastrutture, l'amministratore delegato di Stretto di Messina ha richiamato anche il sistema di norme che disciplina la progettazione e la costruzione delle opere pubbliche.
Gli iter previsti dalla normativa hanno l'obiettivo di garantire la tutela dei lavoratori, dell'ambiente, del paesaggio e del patrimonio archeologico, oltre alla prevenzione dei rischi legati alle infiltrazioni della criminalità.
Si tratta, secondo Ciucci, di tutele necessarie che comportano inevitabilmente una maggiore complessità delle procedure e, di conseguenza, tempi più lunghi per arrivare alla realizzazione delle opere.
Nel caso del Ponte sullo Stretto, il prossimo obiettivo indicato dalla società resta quindi l'avvio delle prime opere entro la fine del 2026, con un cronoprogramma che punta al completamento dei lavori nel 2034.