
Sette locomotive D100 hanno lasciato il terminal FHP di Marghera a bordo della nave Industrial Challenger, al termine di una complessa operazione logistica che ha integrato trasporto ferroviario e marittimo in un unico ciclo operativo.
Le locomotive, lunghe fino a 20 metri e con un peso di circa 90 tonnellate ciascuna, sono destinate all'Africa, dove saranno impiegate in una nuova fase della loro vita operativa.
Dalla stazione ferroviaria direttamente alla nave
Uno degli aspetti più significativi dell'operazione è stato il trasferimento delle locomotive dalla stazione ferroviaria di Marghera fino alla banchina, reso possibile dalla rete di binari interni del terminal FHP.
Questa soluzione ha consentito di movimentare i mezzi quasi senza interrompere il percorso ferroviario, semplificando le operazioni di carico e riducendo i tempi di trasferimento.
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Binari installati sul ponte della nave
Per consentire un imbarco efficiente, sul ponte della Industrial Challenger sono stati predisposti appositi binari, permettendo alle locomotive di essere posizionate direttamente nella configurazione prevista per il viaggio.
La soluzione ha facilitato anche le operazioni di rizzaggio del carico, garantendo la stabilità delle locomotive durante la navigazione e assicurando elevati standard di sicurezza.
Il sollevamento, la fase più delicata
L'operazione più complessa è stata quella relativa al sollevamento delle locomotive. Le caratteristiche del sistema di aggancio hanno richiesto personale altamente specializzato, attrezzature dedicate e un'attenta pianificazione di tutte le fasi operative.
La movimentazione è stata eseguita adottando specifiche procedure di sicurezza per la tutela sia del personale coinvolto sia dell'integrità dei mezzi trasportati.
Project Cargo e intermodalità
Secondo FHP, l'intervento rappresenta un esempio delle competenze sviluppate nel settore Project Cargo, dove operazioni fuori standard richiedono soluzioni logistiche dedicate.
Il trasferimento delle sette locomotive D100 dimostra inoltre come l'integrazione tra infrastrutture ferroviarie e portuali possa consentire una movimentazione efficiente di carichi eccezionali, accompagnando i rotabili verso una seconda vita operativa nei Paesi africani.