L’omicidio del capotreno Alessandro Ambrosio, avvenuto in un’area a uso esclusivo del personale ferroviario, ha riportato al centro dell’attenzione il tema della sicurezza nelle stazioni e sui treni.
Secondo Daniele De Maria, sindacalista della Filt-Cgil, resta da chiarire come sia stato possibile per una persona estranea, per di più armata, accedere a una zona riservata ai lavoratori. Una criticità che, come ricordato dallo stesso De Maria, era già stata segnalata in passato da lavoratori e sindacati, in particolare per quanto riguarda l’area del parcheggio.
La vicenda si inserisce in un quadro più ampio di insicurezza strutturale che, secondo il sindacato, riguarda non solo specifiche aree di lavoro ma anche ciò che avviene quotidianamente a bordo dei treni e all’interno delle stazioni. Da tempo la Filt-Cgil chiede l’istituzione di un tavolo permanente in Prefettura, ritenendo insufficienti gli interventi finora messi in campo, come l’introduzione delle body cam concordata con Trenitalia-Tper.
Il nodo centrale, viene sottolineato, è la permeabilità delle stazioni, soprattutto nelle ore notturne, unita alla carenza di presidi della Polfer e alla scarsa efficacia dei controlli. La stazione di Bologna, in particolare, viene descritta come un vero e proprio pezzo di città, privo di filtri e accessi dedicati, attraversato quotidianamente da migliaia di persone: una caratteristica che rende più complessa la gestione della sicurezza e che non può essere risolta con i soli tornelli.
Negli ultimi giorni, da parte di istituzioni e aziende, si registra tuttavia un primo cambio di passo operativo. Sono previsti interventi immediati sulle aree critiche, un rafforzamento della presenza della Polfer e di Fs Security, oltre all’installazione di nuove telecamere. Misure giudicate positive, ma ancora non sufficienti se non inserite in una strategia più ampia e strutturale.
Il sindacato ribadisce che gli operatori di Fs Security restano personale ferroviario e non possono sostituirsi alle forze di polizia, soprattutto nelle stazioni medio-piccole e nelle fasce orarie notturne, dove il presidio è spesso assente. Per questo viene chiesto di riattivare e potenziare il protocollo sulla sicurezza firmato nel 2022 al Ministero, rimasto finora inattuato, e di coinvolgere maggiormente le aziende ferroviarie.
Apprezzamento viene espresso per la proposta della Regione di istituire tavoli di confronto in tutte le prefetture, con un’analisi area per area che coinvolga anche Comuni e altri soggetti, affrontando il tema più ampio della marginalità sociale. Secondo De Maria, la sicurezza è diventata terreno di scontro politico, ma continua a essere gestita prevalentemente in chiave emergenziale, mentre servirebbero azioni incisive e strutturali su gestione, controllo e sicurezza.
Fonte Il Corriere della Sera