Quando si parla di caos ferroviario, ritardi e passeggeri bloccati, in Italia si tende spesso a pensare che certi episodi siano un problema esclusivamente nostro.
La realtà, però, racconta altro. Nella giornata di lunedì, in Francia, due TGV sono rimasti immobilizzati per ore in piena campagna nei pressi di Lione, sotto temperature superiori ai 30 gradi, a causa di un grave guasto alla linea aerea.
Due TGV fermi per ore vicino Lione
L’episodio si è verificato su una parte della linea ad alta velocità tra Parigi e Lione, una delle direttrici più trafficate e strategiche del sistema ferroviario francese.
All’origine del problema vi sarebbe una rottura della catenaria, ossia del filo che alimenta elettricamente i convogli tramite il pantografo.
Una situazione che, nel mondo ferroviario, è ben più critica di quanto possa sembrare a prima vista.
In assenza di alimentazione elettrica, infatti, un TGV - come del resto la maggior parte degli altri treni - non solo non può più proseguire la corsa, ma perde progressivamente anche la capacità di mantenere attivi i sistemi di bordo.
Dopo un certo intervallo di tempo, vengono meno illuminazione, climatizzazione, diffusione sonora e altri servizi essenziali. In una giornata particolarmente calda, il disagio per centinaia di passeggeri può rapidamente trasformarsi in una situazione molto pesante.
Caldo, sicurezza e passeggeri bloccati
Il problema maggiore in questi casi è che, per ragioni di sicurezza, i viaggiatori non possono semplicemente lasciare il convoglio e scendere autonomamente sui binari.
Il risultato è quello che si è verificato in Francia: centinaia di persone ferme per ore all’interno di treni immobilizzati in piena campagna, in condizioni climatiche particolarmente difficili.
SNCF Réseau ha avviato accertamenti per chiarire l’origine esatta del guasto, anche se tra le ipotesi figura il caldo intenso, fattore che può incidere sul comportamento delle infrastrutture ferroviarie.
Un problema che il TGV M prova a risolvere
L’aspetto forse più interessante di questa vicenda riguarda proprio il futuro del sistema AV francese.
Situazioni come quella vissuta lunedì sono infatti uno degli scenari che SNCF ha cercato di affrontare nello sviluppo del nuovo TGV M, il treno di nuova generazione costruito da Alstom.
Il convoglio, recentemente autorizzato dall’Agenzia dell’Unione Europea per le Ferrovie, integra infatti una soluzione piuttosto innovativa: un modulo energetico supplementare, una sorta di grande batteria di emergenza.
Questo sistema, sviluppato da Saft (società del gruppo TotalEnergies), consentirà al treno di:
- continuare a muoversi anche in assenza di alimentazione esterna
- percorrere circa 40-50 chilometri
- a velocità ridotta tra 30 e 60 km/h
- mantenere attivi climatizzazione, illuminazione e sistemi di bordo per 2-3 ore
In sostanza, il convoglio potrà liberare la linea raggiungendo un tratto alimentato o una zona più sicura, evitando blocchi completi come quelli appena registrati.
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Una tecnologia quasi unica
Questa soluzione non è stata semplice da sviluppare.
Anzi, proprio il lungo lavoro necessario per mettere a punto questo sistema sarebbe stato tra le cause dei ritardi accumulati dal programma TGV M.
Tecnicamente il modulo viene collocato tra la motrice e la carrozza di estremità e integra sistemi di accumulo energetico ad alta tensione, intorno ai 700 volt.
Ad oggi si tratta di una soluzione praticamente unica nel panorama dell’alta velocità mondiale.
Persino altri operatori che utilizzeranno la stessa piattaforma Avelia Horizon di Alstom non dovrebbero ricevere questa specifica dotazione.
Un dettaglio interessante anche per l’Italia
La vicenda assume un interesse particolare anche per il mercato italiano.
Il TGV M, infatti, rappresenta il convoglio scelto da SNCF per il proprio rafforzamento e per il futuro sviluppo internazionale, Italia compresa.
Con la recente autorizzazione europea, il nuovo treno si avvicina concretamente all’ingresso in servizio commerciale e, in prospettiva, anche all’arrivo sul nostro mercato nell’ambito dei piani di espansione di SNCF.
Se davvero questa tecnologia manterrà quanto promesso, potrebbe rappresentare una novità molto interessante anche per i futuri servizi AV internazionali.

Non solo in Italia
Alla fine, questa vicenda ricorda una cosa molto semplice: i problemi ferroviari non conoscono confini.
Guasti infrastrutturali, rotture della linea aerea e convogli bloccati possono verificarsi anche su reti considerate tra le più avanzate d’Europa.
La differenza, semmai, la farà la capacità della tecnologia di ridurre l’impatto di questi episodi. E proprio su questo, il TGV M promette di cambiare le regole del gioco.