
Un giovane di 20 anni è stato arrestato con l’accusa di attentato alla sicurezza dei trasporti e interruzione di pubblico servizio dopo aver posizionato pietre sui binari lungo la linea ferroviaria Ancona – Piacenza.
L’episodio è avvenuto nel pomeriggio di martedì 17 febbraio nel territorio di Castel San Pietro Terme, in provincia di Bologna, dove un cittadino ha segnalato al 112 la presenza di un ragazzo accovacciato nei pressi della linea ferroviaria.
L’impatto con il treno
Secondo quanto ricostruito, la segnalazione è partita dopo che il cittadino ha udito uno scoppio e visto una nube di polvere in seguito all’impatto tra il Regionale Veloce 17510, partito da Imola e diretto a Bologna, e alcune pietre collocate sui binari.
L’urto ha costretto il convoglio a fermarsi per effettuare verifiche sui sistemi di sicurezza, con un ritardo di circa trenta minuti e conseguenti rallentamenti alla circolazione ferroviaria nell’area.
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Il tentativo di un secondo episodio
All’arrivo dei carabinieri, il giovane si trovava ancora nei pressi della linea ferroviaria. Invece di allontanarsi, avrebbe posizionato ulteriori pietre sulle rotaie, circa una trentina, nel tentativo di provocare un nuovo impatto.
L’intervento immediato dei militari ha impedito che si verificasse un secondo episodio, mentre un altro treno, un Frecciarossa, era in arrivo lungo la stessa linea.
L’intervento dei carabinieri
I carabinieri hanno bloccato il 20enne mentre tentava di allontanarsi a bordo di una bicicletta e sono intervenuti tempestivamente per rimuovere le pietre dai binari, evitando conseguenze potenzialmente gravi per la circolazione ferroviaria.
Il giovane, residente a Imola e incensurato, è stato quindi accompagnato in caserma per gli accertamenti del caso.
Le indagini
L’arresto è stato disposto dalla Procura della Repubblica di Bologna, che coordina le indagini. Il giovane è stato trasferito in carcere in attesa delle decisioni dell’autorità giudiziaria.
Secondo quanto riportato dal Tg1 sui propri canali social, nel corso delle perquisizioni presso l’abitazione del fermato sarebbe stato rinvenuto materiale riconducibile all’area dell’estremismo antagonista.