
Con il viaggio inaugurale del primo Frecciarossa diretto tra Napoli, Bari e Lecce, il 1° luglio 2026 è entrata in una nuova fase operativa la linea AV/AC Napoli-Bari, una delle più importanti infrastrutture ferroviarie oggi in costruzione nel Paese.
L'attivazione della tratta Napoli-Cancello rappresenta infatti il primo tassello concreto di un progetto destinato a trasformare la mobilità del Mezzogiorno.
Il nuovo collegamento consente già oggi di ridurre sensibilmente i tempi di viaggio tra Campania e Puglia, anticipando i benefici che saranno pienamente raggiunti con il completamento dell'intera linea.
Entra in funzione la tratta Napoli-Cancello
La principale novità è rappresentata dall'attivazione del lotto Napoli-Cancello, lungo circa 15,6 chilometri e realizzato dal Consorzio NACAV guidato da Webuild.
Si tratta di un'infrastruttura strategica perché consente alla direttrice Napoli-Bari di collegarsi progressivamente alla rete nazionale Alta Velocità attraverso il nodo di Napoli Afragola, migliorando capacità, regolarità e prestazioni dell'intero sistema ferroviario.
Grazie a questa attivazione il nuovo Frecciarossa collega Napoli e Bari in circa 3 ore e 30 minuti, mentre Napoli e Lecce sono raggiungibili in circa 5 ore.
Una volta completata l'intera infrastruttura, Napoli e Bari saranno collegate in circa 2 ore, mentre Roma e Bari potranno essere raggiunte in circa 3 ore, con un risparmio complessivo di circa due ore rispetto ai tempi attuali.
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Un'opera destinata a cambiare il Mezzogiorno
Come ha spiegato su LinkedIn l'ingegnere Francesco Ippolito, impegnato nei cantieri dell'opera in consorzio con Webuild e Pizzarotti, la vera novità non riguarda soltanto il nuovo Frecciarossa, ma l'attivazione progressiva di un sistema infrastrutturale completamente nuovo.
La linea AV/AC Napoli-Bari non significa infatti soltanto maggiore velocità commerciale, ma anche incremento della capacità ferroviaria, migliore regolarità della circolazione, nuove gallerie, viadotti e una più efficace integrazione tra la dorsale tirrenica e quella adriatica.
Un'infrastruttura lunga 145 chilometri
L'intervento complessivo si sviluppa per circa 145 chilometri suddivisi in otto lotti funzionali e comprende 15 gallerie, 25 viadotti e 20 tra stazioni e fermate.
Tra le opere simbolo figura la futura Galleria Hirpinia, lunga circa 27 chilometri, destinata a diventare la più lunga galleria ferroviaria italiana e il cuore tecnico dell'attraversamento dell'Appennino.
Risultano già completate e attive le tratte Bovino-Cervaro, Cancello-Frasso Telesino e, da ieri, Napoli-Cancello. Ai lavori partecipano RFI, Italferr, FS Engineering e numerose imprese del settore, tra cui Webuild, Pizzarotti, Itinera, Ghella, Salcef e Coget Impianti.
Oltre 10.000 persone impegnate nei cantieri
I numeri dell'opera testimoniano la dimensione dell'investimento: oltre 10.200 persone sono impegnate quotidianamente nei cantieri tra tecnici, operai e maestranze, mentre gli effetti economici complessivi sono stimati in circa 62.000 posti di lavoro considerando anche l'indotto.
Dal punto di vista ambientale, il trasferimento di quote di traffico dalla strada alla ferrovia consentirà una riduzione stimata di circa 141.000 tonnellate di CO₂ all'anno.
La Napoli-Bari costituisce inoltre uno dei principali assi del Corridoio Scandinavo-Mediterraneo della rete TEN-T, rafforzando i collegamenti tra Campania, Puglia e il resto d'Europa.
Il primo Frecciarossa inaugurato il 1° luglio rappresenta dunque non il punto di arrivo, ma l'inizio della trasformazione di una delle infrastrutture ferroviarie più importanti per il futuro del Mezzogiorno, destinata nei prossimi anni a ridisegnare tempi di viaggio, competitività e accessibilità dell'intero territorio.