L'entrata in servizio del primo treno Minuetto elettrico sulla linea storica della ex Ferrovia Centrale Umbra rappresenta un segnale concreto di ripartenza per il trasporto ferroviario regionale.

Dal 5 gennaio, con la riapertura della tratta Perugia–Città di Castello elettrificata e oggi gestita da Rfi, si riattiva un collegamento strategico atteso da anni.

Per la Filt Cgil Umbria, tuttavia, si tratta di un risultato importante ma non sufficiente.

Il segretario generale regionale, Ciro Zeno, parla di “una data storica” per la regione, ricordando come l’attivazione della linea sia il frutto di investimenti programmati oltre un decennio fa e resi possibili dall’inserimento delle tratte umbre tra quelle di interesse nazionale. Un percorso lungo, che oggi vede finalmente i primi effetti tangibili.

Secondo il sindacato, la riapertura della Perugia–Città di Castello deve essere letta come l’inizio di una fase nuova, non come un punto di arrivo. La priorità resta infatti il completamento del potenziamento infrastrutturale e la riattivazione della Perugia–Terni, considerata fondamentale per dare continuità ed efficacia al sistema ferroviario umbro. Una rete più moderna e funzionale, sottolinea la Filt Cgil, è indispensabile per incentivare lavoratori, studenti e turisti a scegliere il treno al posto dell’auto privata, con benefici evidenti sia per la mobilità sia per l’ambiente.

In questo contesto viene valutato positivamente anche il passaggio della gestione della linea da Busitalia a Trenitalia, che consente di avere un unico soggetto responsabile del trasporto su ferro in Umbria e di rafforzare la Direzione Regionale. Un passaggio atteso da tempo dal sindacato, ma che deve ora tradursi in scelte operative e investimenti concreti.

La Filt Cgil rilancia inoltre una serie di proposte per migliorare i collegamenti a lunga percorrenza, in particolare verso Roma. Tra queste, la realizzazione di un breve raccordo ferroviario tra Borghetto e Castiglione del Lago, che permetterebbe di evitare il passaggio obbligato da Terontola, riducendo sensibilmente i tempi di viaggio. Analoga attenzione viene richiesta per l’area di Terni, dove un nuovo raccordo consentirebbe ai treni di proseguire senza lunghe soste tecniche, mantenendo comunque la fermata nel capoluogo.

Interventi che, secondo il sindacato, renderebbero possibile collegare Perugia e Roma in circa un’ora e mezza e rafforzare l’integrazione di tutto il territorio regionale, compresa Orvieto, all’interno di un sistema ferroviario più rapido e capillare. Una visione che guarda a un vero anello ferroviario regionale e che, conclude la Filt Cgil, può diventare realtà solo con una chiara volontà politica e con investimenti strutturali sul trasporto pubblico su ferro.